Per i 150 anni del Manifesto del Partito Comunista

ISTITUTO DI STUDI COMUNISTI

KARL MARX- FRIEDRICH ENGELS





Contributo e riflessioni per uno studio de

" Il Manifesto del Partito Comunista" di

   KarlMarx-Friedrich Engels


Ci sembra che si possono fermare tre punti del " Manifesto del Partito Comunista" di Karl Marx - Friedrich Engels:

le classi e la lotta di classe;

il sistema capitalistico borghese;

varie forme di socialismo.

Il Manifesto contiene gli elementi fondamentali, i principi teorici, per la strategia e la tattica del Movimento Comunista Internazionale. Federico Engels nella sua lettera a Turati del gennaio 1894 ha ben sintetizzato ed illustrato questi principi. E riteniamo che l'avanguardia non la studieranno invano.

Noi invece vogliamo fermare l'attenzione sui tre punti indicati, perché ci sembra che su questi vi sia confusione o una non esatta comprensione della teoria marxengelsiana.

Le classi e la lotta di classe. In generale si tende a dare a questo concetto una lettura in termini di ricchi e poveri e della lotta di classe come la vendetta del povero Lazzaro contro il grasso epulone. Il proletariato non è classe antagonista alla borghesia perché povero e la lotta per il socialismo non è la lotta dei poveri contro i ricchi, per appropriarsi della ricchezza dei ricchi borghesi per una più equa distribuzione. Il proletariato è non solo classe antagonista, ma innanzitutto classe egemone e dirigente ed è tale perché lo sviluppo ulteriore delle forze produttive richiede una classe che non è legata ad interessi particolaristici, ma che ha per interessi suoi, espressione del suo modo di essere ed esistere materialmente, gli interessi generali e quindi uno sviluppo alto e senza limite alcuno delle forze produttive. Questo fatto oggettivo determina l'incontro tra questa classe e lo sviluppo ulteriore delle forze produttive, che possono essere gestite, per il loro più alto sviluppo, da una gestione sociale e collettiva non più individuale. Non è più possibile uno sviluppo, che pure fino alla metà dell'Ottocento ha costituito la molla dello sviluppo della stessa umanità, legato ad interessi particolari, di gruppi e comunque settoriali. Il fatto stesso che la produzione capitalista pone come limite la ricerca del profitto del singolo capitalista e del singolo capitale che viene investito è un limite. La lotta allora che oppone il proletariato alla borghesia non è la lotta economica, ossia la lotta che vede opposto il lavoro salariato ed il capitale, ma è la lotta che vede opposte le moderne forze produttive agli antichi rapporti di produzione capitalistici. Questo significa allora che la lotta politica che il proletariato conduce e quindi la sua strategia e la sua tattica sono funzionali all'affermazione ed all'esternazione di questa contraddizione fondamentale: ricerca, momento di unità e di rottura, dentro questa progettualità, che torva nella parola d'ordine: la società socialista, la sua espressione e sintesi.

Questo significa allora che le qualità e le caratteristiche, e quindi il taglio di formazione teorico e politico, che vengono richiesti agli elementi del proletariato che guidano questo processo - l'avanguardia del proletariato - sono di un certo tipo e non genericamente il movimentismo o l'agitazione. V.I. Lenin ha sintetizzato in maniera magistrale questa complessità con l'espressione: Stato Maggioreproletariato e che la coscienza proviene dall'esterno del proletariato. In sostanza il lavoro leniniano " Che fare?" ha proprio questa corretta interpretazione del concetto " classe" e " lotta di classe", tale che se si scinde tale lavoro di Lenin dal " Manifesto" esso diviene incomprensibile e parto di una mente geniale sì, ma isolato, dopodiché non si comprende quale sia il rapporto Marx-Engels da una parte e Lenin dall’altra.

Il sistema capitalistico borghese. Un elemento che caratterizza decisamente la società capitalistica è, rispetto alle precedenti società, è quello del rivoluzionamento continuo dei mezzi di produzione, a differenza delle precedenti società dove si assisteva ad un sostanziale fermo dei processo produttivi e dei modi di produzione, che si ripetevano stancamente di generazione in generazione e per secoli dopo secoli. La società borghese, invece, vive rivoluzionando di continuo i mezzi di produzione e questo significa che la società è sottoposta ad una costante ridefinizione delle classi e ad una sempre nuova rigerarchizzazione della società. Gramsci in " Americanismo e fordismo", ma anche Lenin nei suoi scritti sul fordismo ed il taylorismo, ma in questo Gramsci ha approfondito di più l’analisi ed ha mostrato tutte le conseguenze che nel tempo sul piano politico, sociale, culturale, sessuale l’introduzione del taylorismo su vasta scala avrebbe determinato nella società più complessiva. Questo significa che le scienze naturali, ma poi anche quelle sociali, che si leggono in tutt’uno - come Engels ha insegnato in " Dialettica della Natura" e Lenin ampiamente ripreso ed elaborato in " Materialismo ed empiriocritismo" - acquistano un ruolo importante nella società e nella conduzione della società. Esse vivono una particolare condizione di esistenza nella società borghese: da una parte uno sviluppo alto, dall’altra un forte processo di mistificazione, coartazione ed asfissia, lì dove lo sviluppo delle forze produttive, lì dove lo sviluppo delle forze produttive, , di cui lo sviluppo scientifico e tecnologico ne costituisce un elemento importante, non stanno dentro gli àmbiti asfittici ed angusti di quella proprietà privata, che vuole sottomettere tutto e leggere tutto dentro un profitto individuale ed una gestione sostanzialmente privata, e quindi limitata, mentre un tale alto sviluppo richiede una gestione sempre più complessa, multiforme e collettiva. Lo sviluppo scientifico nei suoi aspetti reali, potenziali e distorti acquista un ruolo decisivo nella società capitalista e quindi le forze del proletariato devono prestargli la massima attenzione. E’ lo sviluppo di questi che l’avanguardia deve comprendere e trarre da questi i principi tattici, strategici ed elaborare ed arricchire il comune patrimoni del marxismo. Federico Engels ha ribadito con forza - e Lenin ha ripreso più volte - che ad ogni importante scoperta od invenzione scientifica e tecnica, il materialismo dialettico deve essere risottoposto ad analisi e verifica ed elaborato, arricchendolo di queste.

Viene cioè a costituirsi un tutt’uno inscindibile, pena la sconfitta e la non comprensione della realtà e quindi impossibilità della sua trasformazione, tra sviluppo scientifico e marxismo e quindi tra proletariato-sviluppo scientifico e marxismo. Se si interpone, si attenua sia pur di poco questo rapporto inscindibile si rende vana qualsiasi lotta per il socialismo e vani tutti gli sforzi dei singoli elementi avanzati in lotta contro il capitalismo, giacché viene meno il referente generale di quella lotta tra le moderne forze produttive ed i vecchi rapporti di produzione capitalistici, di cui si è detto all’inizio. A tal proposito l’avanguardia ha accumulato enormi ritardi in questo rapporto, che lo pone in una condizione di subalternità all’ideologia borghese, perché impossibilitati a comprendere il presente e le sue linee tendenziali di sviluppo.

Nel lavoro " La concezione materialista dinanzi alle sfide del III Millennio", che costituisce il documento scaturito dal 1° Congresso dell’Istituto, abbiamo ben messo in evidenza questo aspetto e portato esempi in merito.

Varie forme di socialismo. Un aspetto totalmente trascurato è il capitolo III " Letteratura socialista e comunista", ossia le varie forme di socialismo:

  1. il socialismo reazionario:

a. il socialismo feudale;

b. il socialismo piccolo borghese;

c. il socialismo tedesco;

2. il socialismo conservatore borghese;

3. il socialismo ed il comunismo critico-utopistici.

Il punto da fermare è, cioè, che esistono varie forme di idee e teorie socialiste e non solo il socialismo scientifico, ossia il marxismo. Esse sono espressione di interessi delle varie classi in lotta nella società borghese. Marx ed Engels in precedenza avevano detto che queste varie classi in lotta tra di loro cercano di influenzare ed egemonizzare il proletariato per utilizzarlo come massa di manovra e carne da cannone in questa lotta che vede opposte queste varie classi e fazioni di classe. La borghesia, per esempio, esprime una forma di socialismo al fine di mantenere ed estendere il suo consenso/dominio sul proletariato, ma anche per sottrarlo ai giochi delle varie classi che le si oppongono ed utilizzarlo contro queste classi e nella lotta contro le borghesie di altri Paesi. La piccola borghesia allo stesso modo cerca di utilizzare il proletariato nella lotta contro la grande borghesia, che nel suo processo di concentrazione la stritola e la getta al rango di proletariato ed in questa azione di difesa essa usa il proletariato come massa di manovra e carne da cannone. Esse quindi utilizzano sia una terminologia gradita al proletariato e pongono nel loro programma anche alcuni punti favorevoli al proletariato o che possono attrarre il proletariato.

Vista la cosa da questa angolazione potrebbe sembrare unicamente un’azione di furbizia o scaltrezza politica da una parte e di ingenuità dall’altra.

La realtà è invece molto più complessa ed esiste una base oggettiva, materiale, che porta il proletariato a ruotare attorno all’orbita di queste classi.

Innanzitutto il costante processo di proletarizzazione, che gettando al ragno del proletariato masse di piccola borghesia, comporta che queste portano all’interno idee ed istanze della loro classi di provenienza e che per tutto un periodo esse continuano a coltivare il sogno di raggranellare spiccioli per poter poi riprendere la loro attività di piccoli imprenditori o commercianti . Essi quindi saranno sostenitori di idee, teorie e programmi e linee politiche che li fanno avanzare in questa direzione e cercheranno di influenzare il restante proletariato in questa direzione, se l’immissione avviene massiccia ed in uno spazio di tempo ristretto, essi possono costituire anche una parte consistente e quindi riuscire ad aver e l’egemonia sull’intero proletariato di quel Paese. L’operaio nella sua immediatezza ha per mentalità ed un modus vivendi piccolo borghese con aspirazioni grande-borghese, proprio perché in quanto singolo vive nella società borghese e subisce l’azione di egemonia e di formazione della classe dirigente e delle altre classi presenti nella società.

Il continuo rivoluzionamento dei mezzi di produzione determina una grande mobilità sociale all’interno della società borghese, a differenza delle precedenti società caratterizzate da una forte immobilità - come Marx ed Engels hanno dimostrato in vari passi del " Manifesto" e questo comporta un ridisegno delle classi e della rigerarchizzazione della produzione e della società con una modifica della composizione delle classi e dalla diversa composizione, determinando che settori prima decisivi passano in secondo piano ed emergono nuovi settori, prodotti da quel rivoluzionamento e così tutte le altre classi. Tutto questo determina una modifica dell’intera struttura del comando e dell’egemonia perché si ridisegnano le composizioni delle classi e quindi i loro rapporti, giacché una società va pensata come un complesso sistema in equilibrio, ove questo equilibrio è dato dalla diversa composizione all’interno delle singole classi, che subiscono esse stesse modifiche determinate dal rivoluzionamento dei mezzi di produzione. Questo comporta un ulteriore elemento di mobilità: all’interno di ciascuna di queste classi, le frange e settori emarginati conducono una battaglia e quelle emergenti lo stesso, le prime per non esserlo, le seconde per affermarsi e scacciare quelle che ora occupano posti, il cui sviluppo delle forze produttive non legittima e non giustifica. Per esempio negli anni Cinquanta i settori chiave erano la chimica pesante, l’automobilistica, la siderurgia, avevano scarso rilievo le comunicazioni, la telefonia, le società finanziarie-assicurative, non esisteva affatto il settore dell’informatica. La composizione governativa degli Stati rispecchiava questo rapporto. Successivamente alcuni settori come la siderurgia hanno visto ridimensionata la loro funzione con lo sviluppo delle fibre ottiche e la scoperta dell’uso del silicio, altre hanno visto accrescere il loro ruolo: la telefonia e comunicazioni e trasporti, mentre l’informatica ha visto proiettarsi con forza al centro di questo rapporto. La ricerca scientifica ha visto un innalzamento della sua funzione, fino a caratterizzarsi come settore a sé stante, con società che sviluppano solo la ricerca ed i cui profitti sono dati dalla vendita dei brevetti. Tutto questo comporta una lotta feroce all’interno della borghesia tra queste varie fazioni per un ridisegno del sistema di potere e di alleanze all’interno del sistema di potere, e quindi della società, borghese, riflettendosi poi su tutte le altre classi borghesi. Tutto questo viene condotto cercando ciascuno nel proletariato una massa di manovra, una base da agitare ed utilizzare contro l’altro e tutte le altre. Un innalzamento di queste modifiche sostanziali è dato dalla Genetica e dai suoi sviluppi futuri assieme all’Astrofisica.

Tutto questo determina una modifica nella società di idee, concezioni, teorie perché poi queste permeano la società e si traducono nella coscienza dei singoli in idee, teorie, ecc.

Ecco che allora una serie di posizioni, pur se fino ad allora corrette, possono diventare superate o venirsi a configurare come sostegno a questa o quella classe, a questa op quella fazione, perché quelle classi possono fare loro quella particolare idea, teoria e tradurla nel loro programma.

Ora il rapporto tra le innovazioni scientifiche e la coscienza dei singoli individui non è immediata, ma è filtrata e mediata dalle varie classi ed attraverso questa mediazione viene trasmessa come valore ideologico, e quindi pensiero, alla classe subalterna, ossia si riflette nella coscienza dei singoli individui. E’ questa complessità e mobilità che determina il venirsi a configurare di idee e teorie nel proletariato, che lo influenzato e lo egemonizzano e costituiscono poi la base del superamento di idee e teorie politiche, ossia è sostanzialmente qui che va ricercato il processo che determina la formazione di idee e teorie, che poi noi definiamo errate. Ma è proprio ed esattamente da un’analisi attenta delle classi e dal loro movimento oggettivo che noi possiamo ricavare gli elementi per condurre la battaglia per l’affermazione dell'ideologia proletaria nel proletariato, base decisiva per la più complessiva egemonia nella società.

Questo movimento e mobilità è in realtà molto più complesso e mobile di quanto si crede, assolutamente diverso che nelle passate società, giacché per il continuo rivoluzionamento dei modi di produzione si viene a verificare un più veloce sorgere e tramontare di idee e teorie e quindi una complessità maggiore nella costruzione del consenso ma anche una complessità maggiore nella battaglia contro tale egemonia borghese e la costruzione dell’egemonia del proletariato.

Karl Marx e Friedrich Engels ne " Il ManifestoI", capitolo 1°, hanno bene messo in evidenza:

" La borghesia non può esistere senza rivoluzionare di continuo gli strumenti di produzione, quindi i rapporti di produzione, quindi tutto l’insieme dei rapporti sociali. Prima condizione di esistenza di tutte le classi industriali precedenti era invece l’immutata conservazione dell’antico modo di produzione. Il continuo rivoluzionamento della produzione, l’incessante scuotimento di tutte le condizioni sociali, l’incertezza ed il movimento eterni contraddistinguono l’epoca precedente da tutte le precedenti. Tutte le stabili ed arrugginite condizioni di vita , con il loro seguito di opinioni e credenze rese venerabili dall’età, si dissolvono, e le nuove invecchiano prima ancora di aver potuto fare le ossa.".

Ora il processo di superamento non avviene in maniera critica, ma attraverso una crescente stratificazioni delle vecchie idee sulle quali si innestano le nuove, le coscienze, cioè, degli uomini, come bene mette in evidenza Antonio Gramsci in " Il Materialismo storico e la filosofia di Benedetto Croce", pag. 4-5, sono un prodotto composito, appunto dato da queste stratificazioni, senza un superamento critico delle precedenti concezioni, finendo così per trovarci di tutto dalle idee primitive fino a felici intuizioni della futura società dei produttori.

Ma tutto questo non basta ancora.

Tutto questo complesso movimento modifica poi le stesse leggi della politica, se le modifiche che intervengono nella società sono sostanziali, determinate dallo sviluppo alto delle forze produttive, e quindi comporta il superamento delle vecchie idee e teorie, che pure fino a quel momento hanno guidato correttamente gli elementi avanzati e l’avanguardia stessa nel dirigere il movimento rivoluzionario per il socialismo e nella costruzione delle stesse società socialiste. Se l’avanguardia non modifica, sulla base della realtà oggettiva, finisce per essere, e rimanere, subalterna all’ideologia della classe dominante e consequenzialmente anche le indicazioni di lotta che dà, possono nella forma essere di opposizione al capitalismo, ma nella realtà di supporto o surrogato a scelte di classi o fazioni di classe in lotta tra loro. Ecco che allora essa stessa finisce per crescere su se stessa e non riuscire ad uscirne. Da qui poi le teorie di revisione e rilettura del marxismo il passo è breve, ma ciò che va incontro a difficoltà è la loro visione oramai superata, che si scontra con una diversa concezione della classe dominante, che ha invece modificato la sua sulla base delle modifiche intervenute e quindi si trova a giocare tutta all’attacco ed ha facile gioco nel chiudere nell’angolo le forze attive del proletariato e costringerle a giocare alla sua destra in una falsa opposizione dove la borghesia modifica e queste forze che si arroccano nella difesa del passato, senza comprendere né perché la borghesia modifica né quello che sta difendendo è indifendibile, perché ascientifico, non corrispondendo più agli sviluppi delle forze produttive ed ai nuovi equilibri che si sono venuti a costituire , che quelle modifiche chela borghesia vuole introdurre, legittimano e sanzionano.

Si ricava così facilmente che gli elementi ed i principi della tattica e della strategia per il proletariato vanno pensati e ridisegnati, quale risultato consequenziale di tutto quanto sin qui detto, ma ricavandoli dalla realtà al fine di renderli funzionali e rispondenti a questa esatta, precisa, materiale realtà. Come ben si può notare esiste un legame inscindibile tra lo sviluppo delle forse produttive, il proletariato ed il marxismo ed è questo che determina gli elementi dell’egemonia e del dominio della classe borghese. Esiste cioè un rapporto inscindibile tra scienza-proletariato-marxismo. Allentare sia pur di poco questo rapporto, sottovalutarlo, porta inevitabilmente alla sconfitta ed al fallimento, perché non si è più in grado di comprendere i movimenti oggettivi della società, i soli dai quali possiamo, e dobbiamo, far scaturire gli elementi ed i principi della tattica e della strategia, oltreché del piano strategico.