Presentazione Corso teorico su Lavoro

ISTITUTO DI STUDI COMUNISTI

KARL Marx – FRIEDRICH ENGELS

istcom@libero.it

 

 

Corso Teorico per quadri operai

IL LAVORO

PRESENTAZIONE. Perché questo Corso Teorico

 

Sulla complessa questione del lavoro vi è una particolare confusione.

Si sovrappongono qui due questioni:

una è quella determinata dagli sviluppi scientifici e tecnologici che hanno comportato problemi e tematiche nuove;

due le questioni specifiche del lavoro e dello sfruttamento capitalistico.

Questo comporta che tutto si pone in maniera indistinta, i piani si sovrappongono, che determina, poi, l’intera questione delle ragioni della polverizzazione del mondo del lavoro e nelle sue forme estreme sul lavoro immateriale, la scomparsa della classe operaia, ecc..

Queste idee e teorie finiscono poi per pesare come macigni sui quadri e sulle loro scelte.

Si tratta allora di riposizionare la questione del lavoro entro i suoi naturali àmbiti: sfruttamento capitalistico, organizzazione capitalistica del lavoro, ecc. ecc. e dentro questo comprendere le modifiche e come si pone oggi la questione del lavoro e quindi andare ad una ridefinizione di classe operaia, lavoro, ecc.

L’organizzazione del corso teorico nasce da questa esigenza e si pone il compito di apportarvi un contributo.

 

La possente offensiva mondiale capitalistica sviluppatasi a partire dalla fine degli anni Ottanta e protrattasi fino alla metà degli anni Novanta e poi mantenutasi come onda lunga negli anni 1995-1998, è iniziata ad esaurirsi e poi fermarsi negli anni 1996-1998.

Il blocco sociale mondiale che lo aveva sostenuto ed alimentato si è prima incrinato e poi andato in mille pezzi: 1996-1999. La fase attuale è costituita dalla ripresa delle forze della trasformazione1.

Questa possente ed articolata e ricca offensiva capitalistica ha mosso i suoi primi passi sul piano teorico, al fine di preparare le condizioni ideologiche e quindi di consenso ed attrezzare l’apparato teorico e concettuale, già alla metà degli anni Settanta – con i cosiddetti “ nuovi filosofi francesi”.

Nel periodo 1986-2002 è stato un turbine vorticoso contro idee, teorie, concezioni, assunti del proletariato ed una propaganda, sostenuta da azioni politiche e pratiche di massa, delle idee e teorie della borghesia al fine di creare il consenso, l’egemonia. Punto importante di questo attacco è stato determinato dalla costruzione di un vasto blocco sociale che l’imperialismo è riuscito a costruire attorno a sé sul piano mondiale, unendo non solo tutta la borghesia monopolistica, ma anche la borghesia nazionale e compradora delle colonie, la piccola e media borghesia e l’ala destra del proletariato, ossia l’aristocrazia operaia. Questo ha consentito di isolare il proletariato e quindi creare un clima ostile a quelle idee, teorie, concezioni, sentire comune, assunti propri della classe del proletariato, che nel periodo 1962-1974 erano divenuti egemoni.

Il punto nevralgico, decisivo, si è articolato attorno al Lavoro, teoria del lavoro, lavoro subordinato, salario, pensioni, welfare, ossia tutti gli elementi che compongono la voce “ lavoro”.

Queste categorie sono state totalmente stravolte dall’ignorante economia politica borghese, ridotta oramai a simulacro di Scienza e ad essere unicamente ideologia, e lette secondo il filtro, esclusivamente ideologico di mercato ed impresa.

Queste due categorie veniva totalmente trasfigurate in mito, finendo per divenire unicamente proiezione mitica della coscienza borghese, che tutto sovrasta e domina, finendo così per dominare gli uomini, al pari di tutte le proiezioni mitiche: alienazione.

Sono categorie mitiche ed ideologiche giacché in una realtà di capitalismo monopolistico l’impresa, la libertà dell’impresa, la libertà del mercato sono solo ideologia, nella misura in cui non più di 10.mila famiglie detengono l’80% della ricchezza mondiale e controllano oltre il 70% di tutte le materie prime, di tutta la produzione, la commercializzazione e la finanzia. Ed infatti l’intera struttura teorica del neoliberismo è un’autentica mistificazione, che si regge sul falso, si regge cioè sulle verità di quella proiezione mitica, di quelle categorie mitizzate.

Costituiva, cioè, e costituisce, l’apparato ideologico funzionale a costituire collante “ teorico” di quel blocco sociale, in altre parole una forma della tattica, che aveva il compito di nascondere, come una cortina fumogena, la struttura reale del potere e della concentrazione monopolistica.

Di sponda lavorava l’altra teoria della globalizzazione, che aveva il compito di proiettare una visione mitica dell’imperialismo, ossia di una forza che era riuscita a concentrare in sé una potenza strabiliante e quindi insconfiggibile, che tutto domina, controlla, vede, decide: al cui cospetto l’onnipresenza ed onnipotenza del dio ebraico era cosa da bambini.

Ecco che allora il salario, il contratto di lavoro, sia la parte monetaria che normativa, le condizioni di sicurezza e di lavoro diventano fastidiose appendici, che turbano il mercato, la libertà del mercato, l’impresa e la libertà dell’impresa; non diversamente tutta la legislazione del lavoro viene considerata un ostacolo al libero agire delle libere forze del mercato e quindi perturbatrici del libero gioco delle forze, che lasciate a sé ristabiliscono l’equilibrio.

Ecco che allora il welfare, ossia le condizioni della sicurezza sociale, è un costoso optional, eccellentissima cosa, ma di troppo, da tagliare: un lusso che non ci si può permettere.

Il centro di tutta la teoretica avanzata e sostenuta tende a presentare tutto come concezione e le richiesta avanzate come pretesa, quasi a configurare un popolo medicante ed una classe borghese che concede al popolo che troppo vuole, troppo pretende, un popolo che sperpera in bindolerie la ricchezza che il borghese ha accumulato con parsimonia, intelligenza, inventiva.

La confusione che esiste in merito è spaventosa.

Le cose sono talmente capovolte, distorte, che diviene impossibile districare una tale matassa di ignoranza, ideologia, menzogna, trucchi da baraccone.

Nelle condizioni dell’attuale ripresa questa situazione diviene grave, giacché tali teorie frenano, deviano, sfiancano, tagliano le gambe al movimento di ripresa. Lo diviene perché tali teorie, idee, concezioni sono divenuti luoghi e sentire comuni, che attraversano le stesse idee, teorie dei quadri operai. Esse come un fiume carsico attraversano le coscienze e prorompono all’improvviso a cielo aperto, assumendo le più svariate sfumature.

In tali condizioni non ha alcun senso criticare idee e teorie e concezioni.

Il tempo incalza, il movimento delle classe mostra rapide ascese ed improvvise impennate, che richiedono ben altra concezione e coscienza scientifica e critica, che richiedono una ben altra concezione teorica scientifica dei processi e dei suoi sviluppi tendenziali, l’unica in grado di consentire la gestione e la direzione degli sviluppi del movimento delle classi, la gestione e la direzione della ripresa.

In tali condizioni l’unica cosa da fare è buttare tutto nella spazzatura, riporre cioè le cose al loro posto, ed esporre in positivo i processi reali, immettere così l’acido corrosivo della scienza e lasciare che sia esso a dissolvere quelle idee, teorie, concezioni e sentire e luoghi comuni.

 

Noi tratteremo la complessa questione del lavoro, dividendo argomenti e temi in singole monografie, ciascuna finita in sé, massimo di 6-8pagine.

Noi cercheremo di utilizzare un metodo piano e di maggiore comprensione possibile, per quello che saremo in grado di fare, ma i quadri dal loro devono fare uno sforzo, un sacrifico.

Comprendiamo che non è facile. abituati da tempo, troppo tempo, a luoghi comuni ed alle semplicistiche ricette: schiacciati da un inseguire la quotidianità, la contingenza, stretti in complessi ed estenuanti tavoli di trattative, schiacciati così in una logica contrattualistica. Essa ha costituito un punto decisivo nella fase dell’offensiva capitalistica e continua ad avere un ruolo importante, ma non più sufficiente nelle nuove condizioni, che richiede nuove ed altre risposte, in grado di rispondere alle sfide dei tempi ed attrezzarsi per la fase dell’offensiva con gli strumenti teorici adeguati, sufficienti e necessari.

Questo è di vitale importanza, per essere in grado di sottrarsi, ed aiutare altri a sottrarsi, alle trappole ed ai canti delle sirene, che la borghesia metterà in atto, nel disperato tentativo di frenare, deviare, ritardare l’ascesa del movimento. Venti strani ed orizzonti molto equivoci si profilano, che fanno ben intravedere piani e progetti della borghesia in questo senso.

Con questo reciproco impegno,

iniziamo questo viaggio.

 

Il Corso si articola su un modulo base di 5 incontri.

1. IL LAVORO

2. IL LAVORO NELLA SOCIETA’ CAPITALISTICA

3. IL MERCATO DEL LAVORO OGGI

4. D’ANTONA - BIAGI: le moderne teorie del lavoro

Pacchetto Treu,

Libro Bianco -Maroni,

Legge 30

5. CLASSE OPERAIA E LOTTA PER IL SOCIALISMO.

 

Il punto cinque che chiude questo modulo costituisce a sua volta l’apertura per il modulo successivo: la lotta per il socialismo oggi, che costituirà a sua volta argomento del secondo corso.

 

istcom

 

1 Per una disamina più attenta dell’intera fase e dell’attuale rimandiamo alla Relazione al 2° Congresso dell’Istituto.