Lo Stato del Marxismo

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martedì 20 novembre 2001

 

LO STATO DEL MARXISMO

La situazione oggi è semplicemente la terra bruciata.

La battaglia condotta sotto la bandiera “ contro il revisionismo moderno” ha determinato la distruzione del patrimonio teorico e politico del Marxismo e del Movimento Comunista.

Quello che ci ritroviamo tra le mani sono solo brandelli di una ben più complessiva teoria scientifica della trasformazione e della transizione alla società socialista.

Un brandello è quello del Partito. Ci resta la teoria bolscevica di Lenin grazie al lavoro di Lenin ‘ Che Fare?’, ma è monca, mancandoci l’intera teoria della tattica e della teoria politica marxista, è nelle condizioni attuali più un simulacro, ed in quanto tale uno stereotipo.

Un altro brandello è lo Stato borghese, ma privo della più complessiva teoria della transizione e della teoria politica marxista, privo della più corposa concezione teorica della Dittatura del Proletariato, lo Stato borghese diviene sic et simpliciter strumento di repressione, apparato burocratico.

Privato della teoria gramsciana delle casematte è più un simulacro, incapace di farci comprendere la tattica e l’azione politica.

Un altro brandello è dato dalle classi. La società ridotta o al proletariato ed alla borghesia, ma questa contrapposizione come fatto dogmatico o cristianeo e nella maggior parte delle volte entrambe le cose oppure alla indistinta teoria dei ceti medi, delle masse popolari, del popolo.

Privato della concezione strategica, dell’Analisi e del Programma si riduce alla peggiore variante dell’esistenza delle classi, da far impallidire gli stessi Smith e Ricardo. Scisso dalla teoria dell’egemonia e della costruzione di essa è un pezzo arrugginito e di nessuna efficacia.

Un altro brandello è la teoria economica nei migliori dei casi ridotta all’industrialismo, ad una teoria di economia politica, quale viene insegnata nei peggiori Atenei. Scissa dalla più complessiva teoria essa è del tutto inutilizzabile e si presenta come un orpello, a cui, dopo il rituale inchino, ognuno si sente in diritto di apportarvi le sue elaborazioni ed i suoi sviluppi.

Un altro brandello è quello inerente l’Imperialismo, scisso dalla teoria e dalla tattica e dalla questione coloniale e dal suo rapporto con le cittadelle dell’Imperialismo.

Meno di un cencio è la teoria del materialismo dialettico, ridotto alla più insulsa distinzione:

materialismo storico inerente la storia e la dialettica chi sa cos’è?

Scissa dal suo vivido e fecondo rapporto con le scienze naturali e appiattito sul più volgare ed osceno rapporto Hegel-Marx, diviene la caricatura della stessa dialettica hegeliana.

L’intera scienza del proletariato è stata cioè scomposta, scissa, eliminate, soppresse, le sue parti più vitali e decisive e rimaste solo quelle utili per le discussioni degli accademici sulla validità-non validità del marxismo, che poi sfocia sempre ad insulsaggini.

Il marxismo, cioè, in quanto scienza non può essere appreso e compreso attraverso l’acquisizione di singoli parti, e per giunta monche.

Difficile diviene la stessa ricomposizione per la comprensione dell’unitarietà in quanto scienza.

Assieme a questa opera è stato distrutto l’intero patrimonio teorico di ricerca ed assieme a questo l’intero patrimonio teorico e pratico delle rivoluzioni e delle lotte dei paesi coloniali.

La lotta di classe, la lotta cioè che vede opposto il proletariato alla borghesia, la società borghese alla società socialista, che ora e qui si svolge, parte proprio ed esattamente da questo patrimoni.

La risposta, l’organizzazione e la disposizione delle forze in campo della classe della borghesia costituiscono la risposta a tale patrimonio; sono, cioè, il risultato di questa lotta più che centenaria e le risposte e l’altezza delle risposte che la borghesia attrezza, la formazione di suoi quadri dirigete, sono il prodotto esatto, preciso di questo patrimonio.

Diviene così veramente disperata l’azione di elaborazione del marxismo, per renderlo rispondente alle sfide di oggi.

Mancano del tutto le Tesi Agrarie, le Tesi Coloniali, le Tesi Sindacali, le Tesi sulla Religione, le Tesi sulla Tattica, le Tesi sul Partito, le tesi sull’Imperialismo, le Tesi sull’Internazionale.

La battaglia condotta sotto la bandiera della “ lotta al revisionismo moderno” non ha comportato alcuna trasmissione di questo patrimonio teorico e politico, ma ha comportato la liquidazione tout court di questo. In eredità è rimasta solamente la più feroce interpretazione piccolo borghese del marxismo, ossia il socialismo piccolo borghese.

 

 

Parte Prima:

Lo Stato del Marxismo.

 

 

Lo stato del marxismo è nelle condizioni attuali un ammasso di rottami, un ammasso di ferro vecchio arrugginito.

Tale è lo stato nel quale lo hanno fatto precipitare i socialisti della cattedra, come soleva indicare Federico Engels tali sedicenti accademici.

Esso è nelle condizioni attuali assolutamente incapace di costituire una qualche arma critica del sistema capitalistico; meno che mai può costituire teoria e tattica nella lotta del proletariato per la sua affermazione in quanto classe egemone e dirigente.

Sotto la bandiera si trova di tutto, meno che Marx ed Engels, il marxismo che oggi viene propagandato come tale è tutto meno che Marxismo, meno che Marx, Engels, Lenin e la III Internazionale.

L’Imperialismo ha scatenato un attacco mortale al marxismo in combinato con quello per l’abbattimento dei paesi socialisti.

A partire dagli anni Sessanta è stato condotto in maniera scientifica, pianificato, multiforme e da più parti sia dall’interno che dall’esterno, un attacco tendente a disarticolare, sminuire, falsificare le teorie scientifiche marxiste.

Dall’esterno l’attacco è stato condotto elaborando le nuove teorie, sulla base dei processi che si stavano introducendo o che la ricerca scientifica indicava che sarebbero stati introdotti, sul piano economico, politico, militare, unitamente ad una pesante censura verso le teorie marxiste.

Basti pensare alla pesante censura che sin dagli anni Sessanta pesava sugli scritti di Marx ed Engels, come per esempio sono ancora non pubblicati parti sostanziali di Dialettica della Natura, tenute negli archivi della socialdemocrazia tedesca, non sono pubblici i due volumi di scritti sulla Biologia di Marx, non sono in circolazione gli scritti di Marx ed Engels sulla Matematica, come manca tutta una documentazione sugli atti della I e della IIa Internazionale, quelli della IIIa hanno avuto una pubblicazione molto parziale e ideologica.

Dalla fine degli anni Ottanta è stata bloccata la pur annunciata pubblicazione delle Opere di Marx ed Engels in 50 volumi in italiano e tutta una produzione degli Editori Riuniti e dell’Einaudi è stata mandata all’ammasso, unitamente all’assenza sul mercato di testi di Marx ed Engels, di Lenin, ecc.

Dall’interno l’attacco è stato condotto – noi qui stiamo analizzando unicamente le cose dal lato della teoria, ovviamente tutto questo si combina ed è prodotto e risultato anche di tutto un complesso movimento delle classi, che si ha partire dalla fine degli anni Quaranta e che attraverso per intero la seconda metà del XX secolo, ma per questo rinviamo a studi specifici dell’Istituto, che da questo punto di vista ne costituiscono base – componendo e disarticolando l’intero corpus teorico e di ciascuna sezione ne sono stati estrapolate parti o singoli passi costruendoli poi in opposizione tra loro, dopo averli, ovviamente, totalmente deformati.

L’operazione è stata condotta sostenendo quanti si prestavano a tale operazione con sostegni politici e finanziari, oltre con case editrici di grido che ne provvedevano con costose campagne pubblicitarie e conferenze e convegni e dibattiti su giornali e riviste a propagandare tale teorie ed il consequenziale sostegno ad esse, oltre che con sostanziose prebende, incarichi universitari – i socialisti della cattedra di cui parla Engels – privilegi, ecc. in grado di accreditarli quali intellettuali di spicco, teste d’uovo, da ascoltare e seguire.

Voi ne avete una prova con il pesante battage pubblicitario che gli Stati Uniti hanno promosso sostenuto e finanziato Negri, fino a giungere al “ Time” che lo eleggeva filosofo dell’anno, dedicandogli la prima pagina nel novembre 2001, ma non diversamente con l’operazione Proudhon, con l’operazione dei “ nuovi filosofi francesi “ della metà degli anni Settanta, quella inerente la cosiddetta “ globalizzazione”, o altri sedicenti teorie.

Quello che è allora dinanzi a voi non è il marxismo, non è Marx ed Engels, ma solo quanto l’imperialismo ha deciso che voi conoscete e sapete del marxismo elaborato dagli esperti della sezione Agit-Prop dell’imperialismo. Occorre, allora, che voi vi liberiate di questa spazzatura e rimettete al centro Marx, Engels, Lenin, la III Internazionale e l’intera esperienza storica del proletariato mondiale.

E’ necessario ed indispensabile che voi riprendete lo studio e la conoscenza dell’elaborato teorico marxista ed essere così in grado di elaborarlo per le nuove sfide del XXI secolo.

Noi come Istituto avvieremo un’intensificazione dei corsi teorici a vari livelli del marxismo: dai corsi in tre incontri sul marxismo a studi di specifici su testi marxisti, abbiamo iniziato con il Manifesto, ma continueremo, con corsi specifici di Logica dialettica, di Filosofia, Storia, Economia oltre che di scienze naturali, ed in questo direzione si deve allora inquadra la scelta dell’Istituto di organizzare a partire dal 2004 un corso intensivo di una intera settimana su questioni centrali. Quest’anno si terrà nell’ultima settima di agosto 2004 un corso teorico sulla Scienza della Politica in una località di montagna articolato sulle questioni della Scienza della Politica e le forme della Scienza della Politica: abbiamo aperto sin d’ora le iscrizioni per cercare che sia il più esteso

possibile, pur se conosciamo le difficoltà che si incontrano in tal senso per il deserto culturale che domina la società italiana, europea e l’intero pianeta.

La borghesia conduce una lotta quotidiana permanente contro il proletariato per asservirlo ed essere così in grado di estorcere una massa sempre maggiore di plusvalore, ossia di profitto.

Per fare questo deve abbattere qualsiasi forma di organizzazione del proletariato in grado di consentire la formazione di una coscienza di classe e dell’autonomia ideologica, politica, culturale ed organizzativa del proletariato dalla borghesia e deve condurre una battaglia disperata su ogni fronte: economico, politico,culturale, scientifico, istituzionale, sociale, ecc. per impedire la riorganizzazione in quanto classe del proletariato. La lotta contro le pensioni, la legge n. 30 sul lavoro, le ristrutturazioni, la chiusura di fabbriche, l’aumento dei prezzi che con l’introduzione dell’euro è stato del 30% reale, il rincaro dei libri scolastici e di tutto il corredo scolastico, delle tasse universitarie e costi per l’università, i tagli alla spesa sociale, le oltre 30 guerre che conduce contro il proletariato ed i popoli sono tutte forme, diverse, articolate, pianificate per mantenere sottomesso il proletariato e rapinare una quota sempre maggiore di plusvalore.

La lotta di classe che la borghesia conduce contro il proletariato non ha alcun limite, per le sempre crescenti esigenze del capitale, essa tende, cioè, per moto spontaneo a peggiorare le condizioni di vita e di lavoro e di esistenza del proletariato.

In questa lotta che la borghesia conduce contro il proletariato ed i popoli, il proletariato ed i popoli hanno unicamente le teorie scientifiche elaborate da Marx, Engels, Lenin e dall’Internazionale. Il marxismo costituisce cioè l’unica arma che il proletariato ha nella lotta contro la borghesia. Il marxismo costituisce, cioè, la concezione scientifica del proletariato. Ha mostrato sul campo per oltre 150 anni di essere l’unica arma che il proletariato ha in grado di guidarlo nella lotta contro la borghesia, di costituire guida sicura nella complessità della lotta di classe e strumento teorico e metodo valido per la comprensione del reale e l’elaborazione di un programma, di una strategia ed una tattica validi, in grado di portarlo alla vittoria.

La borghesia ha fatto già precipitare il mondo intero nel caos e nel disordine arrecando gravi danni all’intero Pianeta e le linee di sviluppo in atto mostrano chiaramente che ben altri e ben peggiori disastri si addensano. Il problema della lotta per il superamento del capitalismo e per la società socialista non è più rinviabile: i più recenti fatti: disastro OGM, decine di migliaia di persone morte nel caldo afoso di agosto, il black out di New York e poi in Italia mostrano lo sfacelo in cui la borghesia ha ridotto il Pianeta e la sua totale ed assoluta incapacità di dirigerlo. Il proletariato è l’unica classe in grado di guidare la società per uscire dal capitalismo per una nuova/altra società.

In questa duplice lotta il proletariato ha bisogno di una concezione teoria, una concezione scientifica organica in grado di capire i processi ed elaborare la via maestra per la nuova società.

Gli anni Sessanta - Novanta costituiscono un eccellente banco di prova: essi dimostrano tutta la inconsistenza teorica e pratica delle idee e teorie e concezione che si sono proposte in alternativa al marxismo scientifico. La situazione in cui tali teorie hanno fatto precipitare non solo il proletariato stanno ben ad indicare la necessità di riprendere la via maestra indicata da Marx, Engels e Lenin.

Il marxismo non è una strada percorribile, non è un’opzione.

Il marxismo è l’unica strada che possiamo percorrere.

II problema allora è di liberarlo dalle mille incrostazioni e falsificazioni, liberarci dei tanti professori della cattedra, recuperare il grave ritardo nel quale versa oggi il marxismo, che ne fa un pezzo di ferro arrugginito.

Nelle condizioni attuali in cui si trova diviene impossibile elaborare una qualsiasi visione, una qualsiasi politica proletaria.

In queste condizioni il proletariato può solo essere massa di manovra, carne da cannone, ammasso di voti a sostegno acritico di tutte le politiche di altre classi.

Abbiamo così che le innovazioni produttive determinate dalla scienza e dalla tecnica introdotte a partire dalla metà degli anni Settanta hanno comportato modifiche profonde nella composizione delle classi, e quindi dello stesso proletariato.

Non abbiamo alcuna visione dei processi lavorativi in atto e di quali siano gli sviluppi a breve a medio ed a lungo termine.

Non abbiamo alcuna visione di quali saranno gli sviluppi successivi, quali i nuovi processi produttivi e quindi quali scelte sul piano della politica economica, della politica internazionale, ecc.

Non abbiamo alcuna coscienza dei processi in atto nei sistemi delle comunicazioni e delle telecomunicazioni; non diversamente nei campi della Chimica, della Fisica, e nelle altre scienze naturali.

Non abbiamo sulla questione militare alcuna visione dello stato reale, dei suoi sviluppi futuri e quindi delle possibilità reali belliche dei paesi imperialisti e quindi delle reali forme della repressione e del controllo.

Sul piano della Genetica e della Scienza Medica, due eccellenti punte di diamanti, non abbiamo alcuna visione e siamo portati al guinzaglio dalle grandi multinazionali e da Woytilia.

Sul piano della Genetica e degli OGM non siamo in grado di avere una nostra visione, finendo così al guinzaglio di questa o quella forza imperialista, che la racconta come gli serve: Anche qui senza capire i processi e senza avere una visione proletaria e quindi una politica.

Siamo totalmente lontani dai punti alti della ricerca scientifica, quella inerente la spaziale e quelle inerenti le spedizioni spaziali su Marte e Giove e quelle inerenti le attività sulle stazioni spaziali.

Siamo totalmente in balia della borghesia della borghesia che esercita la sua dittatura in maniera netta e senza ostacolo alcuno. Sappiamo unicamente quello che la Confindustria ci dice, quello che vuole che noi sappiamo e quello che il suo centro studi decide di pubblicare.

Non abbiamo, infine, alcuna visione dello sviluppo tendenziale dell’imperialismo globalmente inteso e meno che mai delle linee di sviluppo tendenziale dei paesi coloniali. Meno che mai abbiamo una qualche visione sull’Europa, siamo così al guinzaglio delle contraddizioni che oppongono tra loro la Francia, la Germania, l’Inghilterra, gli Stati Uniti.

Sia Marx che Engels, e così Lenin, erano invece in grado di comprendere i tendenziali processi scientifici ed intervenire sia sul piano della politica e sul piano teorico.

Nessuno più di Marx era in grado di comprendere gli sviluppi che una determinata ricerca o innovazione o scoperta o invenzione comportava e nessuno più di Marx era in grado di leggere come in un

palmo di mano tutti gli sviluppi storicamente possibili e le consequenziali sul piano della politica, dell’economia, delle istituzioni e quindi di elaborare una tattica adeguata e modificare in tempo la linea politica e la tattica e guidare così il proletariato nella sua lotta contro la borghesia.

Nessun più di Engels era in grado di discutere delle scoperte scientifiche in Fisica, in Chimica, in Matematica in Biologia, evidenziarne i limiti teorici sul piano della scienza specifica e della metodologia scientifica. Lenin allo stesso modo era in grado di comprendere gli sviluppi in Fisica che si avevano nella sua epoca ed intervenire sul piano scientifico e sul piano delle consequenziali teoriche che da alcuni scoperte scientifiche si tendevano a dedurre. Nessuno più di Marx ed Engels e Lenin e dell’Internazionale era in grado di comprendere in anticipo le modifiche che queste comportavano nei processi produttivi, le modifiche delle classi e quindi le conseguenze sul piano politico e dell’organizzazione politica della classe, delle classi e dei movimenti delle classi che queste comportavano e quindi modificare la tattica, l’organizzazione ed indicare al proletariato la via nella sua lotta contro la borghesia. Basti qui pensare agli scritti sulla Matematica e la Biologia di Marx, gli scritti di Engels quali Dialettica della Natura, gli scritti di Lenin Materialismo ed Empiriocriticismo ed i quaderni filosofici e non da ultimo gli scritti di Gramsci tra cui Americanismo e fordismo.

Gli scritti di Lenin sulla questione agraria, quelli sul capitalismo in Russia, gli scritti sui programmi del POSDR hanno tutti alla base una conoscenza dei processi scientifici e delle modifiche che questi comportavano nei processi produttivi non diversamente dallo scritto di Kautsky sulla questione agraria, gli scritti di Lenin sull’Imperialismo, ecc. ecc.: potremmo proseguire ancora per molte e molte ore indicando scritti di Marx, Engels, Lenin, Gramsci, risoluzioni dell’Internazionale, ecc. ecc.

Quello che consentiva loro di essere all’avanguardia e di indicare al proletariato la via da seguire nella lotta contro la borghesia era esattamente e precisamente una salda conoscenza del materialismo storico-dialettico, della Dialettica, del metodo scientifico a cui Marx ed Engels erano giunti e che li guiderà in tutta loro vita nell’elaborazione di una teoria, un programma una strategia ed una tattica per il proletariato mondiale.

A questo stato di cose ci hanno portato le teorie che a partire dagli inizi degli anni Sessanta hanno prevalso nel movimento comunista:

la riduzione del marxismo al rapporto Marx-Hegel-Filosofia, la negazione della Dialettica e di tutto l’elaborato di Engels in modo particolare l’attacco violento proprio al metodo dialettico, ossia agli scritti di Engels, Dialettica della Natura e Antidhuring; la scissione del rapporto Marxismo-Scienze Naturali; l’attacco violento a Gramsci, ridotto al carcerato che non avendo nulla da fare scriveva e quindi era staccato dalla realtà, dalla lotta di classe.

Una volta fatto questo si è letto il Marxismo secondo le categorie hegeliane e quindi il marxismo in quanto variante di Hegel. Il marxismo cessava così di essere concezione scientifica organica del proletariato, cadeva tutta la teoria dello Stato, tutta la teoria politica, tutta la teoria economica veniva ridotta ad alcune affermazioni generiche sullo sfruttamento.

In queste condizioni non ci si preoccupava di seguire gli sviluppi scientifici e tecnologici, lo studio della società capitalistica nelle nuove condizioni. Il proletariato rimaneva così fermo ad una visione che diveniva negli anni Settanta arretrata e quindi incapace di indicare di comprendere il nuovo e tracciare la via nella lotta contro la borghesia. Incapace di comprendere il nuovo non gli rimaneva che essere al guinzaglio di questa o quella forza borghese.

Il proletariato in questa fase ha cessato di essere una classe egemone per divenire una classe subalterna: non avendo una sua visione scientifica organica, non è in grado esercitare sulla scena mondiale e locale una qualche presenza, una qualche funzione; è presente ma la esercita per le altre classi.

In questa situazione non vi è alcuna speranza di rialzarsi, le condizioni di vita, di lavoro unitamente al degrado del Pianeta, possono solo peggiorare. I due elementi sono intimamente connessi: la situazione di crisi generale nella quale la borghesia si trova la spinge allo sfruttamento disperato sia della natura che degli uomini. Essa è oramai solo un grande Moloch che assorbe, distruggendo, tutte le energie materiali e spirituali. Soltanto la classe del proletariato, riorganizzatosi come classe e quindi con la sua concezione scientifica organica, ossia il marxismo, può guidare la transizione dalla società capitalista e gli spazi di manovra e di mediazione si restringono sempre di più e questo porrà sempre più il proletariato nelle condizioni materiali di assolvere al suo compito.

La via della ripresa passa unicamente per la rimessa al centro del Marxismo in quanto concezione scientifica organica del proletariato e la liquidazione di tutto il ciarpame che in nome del Marxismo viene smerciato.

InSintesi.

Lo sviluppo scientifico e tecnologico a partire dalla metà degli anni Settanta ha determinato profonde modifiche, che hanno completamente modificato l’intero scenario internazionale, rendendo obsoleto, arretrato tutto l’intero apparato teorico nostro. Esso è quindi assolutamente inefficace per la nuova realtà ed a maggiore per quella che verrà a delinearsi nel prossimo quinquennio-decennio: nanotecnologie, applicazione dell’Astrobiofisica e dell’Astrofisica ai processi produttivi.

In tali condizioni di estremo dinamismo il marxismo non è stato elaborato, ma è stato invece inchiodato su false coordinate: Hegel e la filosofia, negazione della Dialettica materialista, ecc. Abbiamo così accumulato un enorme ritardo, che ci mette totalmente nelle situazione di totale subalternità alla borghesia, situazione dalla quale dobbiamo sottrarci. Il ritardo è pauroso in ogni campo: non solo sul piano della conoscenza della realtà, ma anche e soprattutto sul piano della conoscenza della teoria critica, il marxismo, che sia in grado di farci leggere criticamente ed elaborare il nuovo.