10_LA POLONIA, L’INGHILTERRA, GLI STATI UNITI NELLA 2° GUERRA MONDIALE

Istituto di studi comunisti

Karl marx – friedrich engels

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Lettere dell’Istituto n.10

 

 

LA POLONIA, L’INGHILTERRA, GLI STATI UNITI NELLA 2° GUERRA MONDIALE

Di recente Karol Woytilia ha voluto ricordare il massacro dell’insurrezione della Polonia dell’agosto 1944 ad opera delle belve naziste.

Il fatto in sé, però, è molto più tragico di quanto la storiografia ufficiale vuol far credere e proietta invece una delle peggiori pagine di cinismo dell’intera 2° guerra mondiale.

E’ tempo che queste pagine vengano scritte, traendo dal silenzio le fonti storiche documentali.

La Polonia viene per ben due volte venduta e lanciata in azioni avventuristiche che facilitano il massacro nazista della popolazione da parte dell’Inghilterra, degli Stati Uniti e della Francia.

Vediamo i fatti, seguiamo i fatti nella loro concatenazione cronologica, secondo l’insegnamento del grande Carlo Cattaneo: “ La cronologia è l’occhio della Storia.”.

 

Polonia.

La Francia e la Gran Bretagna si erano impegnate a difendere la Polonia in caso di aggressione della Germania. L’impegno consisteva nell’attaccare la Germania sulla sua frontiera occidentale in modo da impegnare l’esercito tedesco, minacciando lo sfondamento in Germania. In altri termini portare la guerra sul suolo germanico. All’atto dell’aggressione non vi fu alcuna azione.

Innanzitutto le operazioni ebbero inizio cinque giorni dopo l’aggressione, ma zia Gugliemina, la regina d’Olanda insomma, si oppose a che truppe straniere calcassero il sacro suolo patrio olandese: “ Mai stivale straniero calpesterà il suolo olandese”. Questo restrinse la zona di operazione e di pressione all’esercito anglo-francese di portarsi sulla frontiera occidentale tedesca e attaccare la Germania.

All’interno della Polonia in tutta la fase pre-aggressione e poi in modo più specifico e massiccio dopo il 1. settembre 1939 il governo e lo Stato Maggiore polacco con dichiarazioni e comunicati sparsero false voci sulla facile vittoria della Polonia e che questa volta niente avrebbe fermato i polacchi di giungere a Berlino e imporre rivendicazioni territoriali.

Una tale eccitazione di massa giunse persino a manifestazioni di strada dinanzi alle sedi governative perché ritenuti il governo e suoi membri troppo prudenti nei confronti della Germania nello scatenare l’offensiva e marciare su Berlino.

Gli organi di stampa e la propaganda governativa incoraggiavano tali sentimenti.

Il popolo polacco viene qui per la prima volta in questa guerra mandato al macello,fino alla ridicola carica di cavalleria contro i carri armati, su cui poi si sono sbizzarriti nel descrivere le eroiche gesta del popolo polacco che con la cavalleria si oppone ai carri armati.

La Polonia non aveva attuato alcuna forma di mobilitazione generale e non aveva in alcun modo ammodernato e riorganizzato il suo esercito. Le possenti armate della Wehrmacht si trovarono di fronte fucili e mortai della 1a Guerra mondiale oltre che cavalli contro carri armi e l’intera artiglieria oltre che antiquata era totalmente ippotrainata.

Fu un massacro.

Eccitati dalle voci sparse dal governo e dagli organi di stampa e dalla promessa di intervento anglo-francese, il popolo polacco fu vigliaccamente massacrato dai tedeschi, dagli inglesi e dai francesi che avevano promesso prima e lasciato solo poi il popolo polacco e dal governo e dallo Stato Maggiore polacchi, che aveva diffuso ed alimentato voci e notizie sulla presunta invincibilità dell’esercito polacco.

E’ difficile, in merito, pensare all’azione di una quinta colonna tedesca operante in Polonia, giacché si dovrebbe iscrivere in tale quinta colonna l’intero governo e l’intero stato maggiore polacchi oltrecchè i governi inglesi, francesi ed olandesi, zia Guglielmina compresa.

Si è voluto attribuire la causa all’U.R.S.S. che non sarebbe intervenuta in difesa, ma che invase,dopo la caduta del governo legittimo polacco la parte orientale della Polonia.

In verità è questa una ben strana teoria: erano la Francia e la Gran Bretagna che erano vincolati da ben precisi accordi politici e militari con la Polonia e che avevano al riguardo sottoscritto ben precisi e particolareggiati accorsi militari; mentre la Polonia aveva fino all’ultimo rifiutato di sottoscrivere un accordo di mutua assistenza e di non aggressione con l’U.R.S.S. L’U.R.S.S. non aveva alcuna giustificazione e legittimazione di entrare a nessun titolo in armi in territorio polacco fin quando esisteva un governo legittimo e questo non avesse avanzato richiesta alcuna di aiuto e di intervento. L’U.R.S.S. infatti entrerà in Polonia solo dopo che il legittimo governo polacco era caduto e la Polonia si era arresa alla Germania e quindi in una situazione di vuoto di potere non prima. Entrare in armi in Polonia avrebbe significato uno scontro prematuro con la Germania e togliere le castagne dal fuoco all’Imperialismo, che a questo mirava, ma nel quale non voleva apparire coinvolto ed ascrivere a sé il ruolo super partes.

Si è sostenuto che il patto Ribbentrop-Moltov consegnava la Polonia alla Germania, perché l’U.R.S.S. si sarebbe impegnata in tale accordo a non intervenire in caso di aggressione della Polonia da parte della Germania.

E’ questo un evidente falso.

L’U.R.S.S. non poteva in alcun modo sottoscrivere niente di tutto questo e la Germania non avrebbe accettato nulla di tutto questo, giacché non esisteva alcun patto o trattato che legava l’U.R.S.S. alla Polonia per cui l’U.R.S.S. non poteva e la Germania sapeva che l’U.R.S.S. non avrebbe potuto.

Ben diversamente sarebbe stato se l’U.R.S.S. avesse attaccato la Polonia sul versante orientale e la Germania sul versante occidentale in questo caso sarebbe stata un’aggressione di due paesi contro la Polonia, che avrebbe costretto la Polonia ad impegnarsi su due fronti ad occidente e ad oriente, contro l’U.R.S.S. e contro la Germania. In questo caso l’U.R.S.S. sarebbe stata responsabile assieme alla Germania dell’aggressione alla Polonia ed avrebbe incoraggiato la Germania in questa azione scellerata. L’U.R.S.S. entrerà dopo che la caduta del governo polacco e la cessazione dello Stato polacco.

Sul piano militare nel corso dell’aggressione non vi sarà alcuna azione militare sul versante orientale e l’esercito polacco non dovrà provvedere a guarnirsi da eventuali attacchi da est. Le forze polacche saranno impegnate e dispiegate tutte contro la Germania e nessuna forza venne distolta sul confine orientale. Non vi era timore alcuno su quel versante e la Polonia non si trovò impegnata su quel versante.

Era una evidente trappola tesa all’U.R.S.S., se fosse accorsa in aiuto, questo sarebbe stato presentato come un’aggressione combinata sovietico-tedesco contro la quale il “ mondo libero” insorto sarebbe potuto entrare ed in tal caso il cuore di zia Guglielmina sarebbe sanguinato per il popolo oppresso polacco ed avrebbe consentito il transito delle truppe; oppure, come si è già detto uno scontro diretto prematuro sovietico-germanico.

Anche nel 1944 cercheranno di attrarre l’U.R.S.S. nella trappola polacca, quando l’Armata Rossa si trovava nei pressi di Varsavia, anche qui mandarono al massacro altri milioni di polacchi dopo averli eccitati, gli inglesi ed agenti inglesi accertati, inviati da Churchill e dalla regina, lavorarono per tale sporco lavoro.

Essi organizzarono e spinsero il popolo polacco ad una prematura insurrezione e poi, per la seconda volta venne abbandonato. La disamina dell’intera questione a suo tempo.

 

La strategia militare della Gran Bretagna.

La difesa della Polonia, e così della Norvegia, della Danimarca, del Belgio, dell’Olanda, della Francia, non era nei piani britannici.

Hillgruber delinea qui le linee strategiche elaborate dallo Stato Maggiore nell’inverno 1938-1939 e che hanno costituito le linee strategiche per tutto il corso della 2° guerra mondiale.

Fu elaborato un ordine gerarchico delle necessità strategiche su cui si basava la condotta della guerra da parte della Gran Bretagna.

[..]. Venne definito vitale, per la conservazione del predominio britannico, la sicurezza delle rotte atlantiche, che univano l’Inghilterra ai membri del Commonwelth, alle colonie ed agli Usa.

Questo problema fu il primo ad essere menzionato nel Piano di Guerra dell’Ammiraglio britannico del 30. gennaio. 1939.

Al secondo posto, in ordine di importanza in questo elenco delle necessità di guerra, veniva la posizione imperialedellaGranBretagnanelMediterraneo, attraversata dalle vie di comunicazione che andavano dalle isole britanniche all’Asia orientale, all’India ed alle regioni petrolifere attorno al Golfo Persico.

Venivano invece sacrificate le vie di rifornimento alle isole britanniche nell’Atlantico.

Su questa base venne elaborato un piano comune franco-britannico.

Tale piano di base comune era impostato, perciò su una difesa strategica generale per la prima fase della guerra, poiché una durata maggiore della guerra avrebbe quasi certamente fatto mutare in maniera graduale il rapporto di forza in funzione delle maggiori risorse produttive. ed avrebbe avuto, così, effetti favorevoli per le potenze occidentali, che nei loro collegamenti marittimi, soprattutto con l’America, avevano un saldo appoggio, mentre gli avversari nel centro Europa, nonostante tutte le possibilità di “ sortita” apparivano come rinserrati in una fortezza.

Per il futuro era previsto, quindi, di passare ad una prima offensiva generale contro l’Italia quale partner più debole della coalizione avversaria e da ultimo, ma ancora in una forma molto vaga di giungere ad attaccare la Germania.”

Quindi: difesaattacco all’Italia nel Nordafrica offensiva finale contro la Germania.

Non solo un Comitato Militare anglo-francese ed un piano strategico franco-britannico, ma vi fu anche un Comando Unificato Anglo-Statunitense che elaborò un piano militare.

In entrambi non vi era alcuna difesa della Polonia, né della Danimarca o dell’Olanda, del Belgio, della Francia ma la cessione di questi stati alla Germania e questo come scelta di un piano strategico militare elaborato nel gennaio 1939, ossia nove mesi prima che la Germania aggredisse la Polonia.

Sempre Hillgruber, pag. 116, documenta che:

Dopo “ Monaco”, 1938, Roosevelt ordinò che il “ Joint Planing Committee” ( J.P.C. ) elaborasse studi completi per eventuali conflitti militari nei quali si doveva partire alla possibilità che gli Usa venissero coinvolti in una guerra su due oceani contro più di una potenza.

Questo ordine seguiva l’ammodernamento dell’ottobre 1938:

gli Usa avrebbero scoperto ed affrontato i pericoli dell’aggressione ovunque nel mondo, soprattutto nell’emisfero occidentale; agli aggressori ci si doveva opporre, messaggio al Congresso di Roosevelt del 4. gennaio. 1939, con metodi “ short war”.

Vengono quindi elaborati piani base ( Rainbow 1-5 ) sottoposti a Roosevelt il 30. giugno. 1939.

Il Piano.

La flotta britannica e francese si sarebbero incaricate della sicurezza dell’Atlantico e quindi della difesa del fianco orientale USA.

La flotta americana, raccolta nel Pacifico, doveva essere sia la difesa dall’attacco giapponese alle colonie del sud-est asiatico di Gran Bretagna, Francia, Olanda e sia, soprattutto, la dissuasione del Giappone da un attacco mediante una dimostrazione di potenza da parte degli USA.

Nell’àmbito di questa strategia si giunge ad una suddivisione dei ruoli nel giugno 1939

Con la legge del 4. novembre. 1939 viene introdotta la clausola “ cash and carry” per l’esportazione, ora autorizzata di armi ed equipaggiamenti ai belligeranti ( Francia, Inghilterra, Olanda, Belgio )

[..] contratti di compravendita tra gli alleati ed industrie private americane.

Muoiono quindi qui tutte le trepidanti dichiarazioni ed i cuori insanguinati dei paesi imperialisti per una Polonia che geme sotto il tallone di ferro di Hitler.

L’affermazione qui di Hillgruber è netta, è quasi sentenza di cassazione:

Per quanto attiene la difesa della Polonia Hillgruber esplicitamente afferma:!

Gli alleati si astennero così dal sostenere militarmente la Polonia durante la guerra di settembre e non vennero attuate non solo la promessa offensiva francese, ma neanche le incursioni aeree britanniche sulla Germania.

Questo fatto era da mettere in relazione con la strategia difensiva sulla quale gli alleati si erano accordati nel definire una linea fondamentale della loro condotta di guerra …

[ …] Dopo di che fu chiaro l’atteggiamento degli Stati europei nei confronti della guerra, cioè partecipazione, neutralità, “ non belligeranza”.

Si spiega adesso bene l’intera azione militare degli Alleati non solo in Polonia, ma tutte le “stranezze”, le dabenagine nel corso delle operazioni militari del periodo aprile-giugno 1940 in Norvegia, Danimarca Belgio, Olanda, Francia.

Da un punto di vista strettamente teorica la scelta ha una sua consistenza teorica, costituisce una corretta scelta, tendente a fiaccare il nemico in azioni terrestri, tagliandogli le vie di comunicazioni e quindi di rifornimenti strategici, che gli avrebbero impedito di continuare una guerra. E’ una scelta strategica che si basa su una concezione economica della conduzione della guerra: tagliare, fino a far venire meno, alla potenza nemica i mezzi per poterla continuare. Da un punto di vista militare è un elaborato intelligente: gli anglo-americani non hanno possibilità concrete di scatenare un’offensiva terrestre, perché non hanno basi appoggio e cunei su cui poggiare per impostare e scatenare un’offensiva. La loro supremazia era sui mari e giustamente danno battaglia sui mari e sui mari hanno la supremazia sulle grandi rotte: l’Atlantico ed il Pacifico.

Sfruttano bene, e fino in fondo, i punti di forza loro ed inchiodano quelli del nemico.

Il nemico presenta una palese contraddizione di fondo: i suoi progetti non sono supportati da una produzione militare e da una fornitura di materie prime tali da poter rendere realizzabile tali progetti.

Vi è cioè una strozzatura tra i progetti e le possibilità reali.

Il piano anglo-americano punta, allora, su tale strozzatura, che considera il cuneo nello schieramento nemico e lo approfondisce, lo allarga fino a quando questo non consenta di passare ad operazioni terrestri, quando tale strozzatura si è aggravata. Il cuneo conficcato diviene il punto attorno al quale far ruotare l’intera azione strategica per farlo divenire nel tempo il piano di appoggio per l’offensiva e la sconfitta militare del nemico.

Considerata la natura isolana della Gran Bretagna e la distanza marittima degli Stati Uniti e che entrambi hanno l’egemonia marittima il piano è corretto. E l’intera azione militare sarà guidata da questa idea strategica.

Nulla da eccepire.

Indubbiamente se ne sarebbero potute elaborare altre che prevedessero una più fattiva presenza sul piano della guerra terrestre, ma ciò non toglie che tale piano è corretto, sul piano della Scienza Militare è scientificamente corretto.

La critica è su un piano diverso.

Se questa erano le direttrici strategiche sia del Comando Militare Unificato anglo-statunitense ed anglo-francese non si comprende allora perché abbiamo poi condotto in quel modo la guerra nel periodo settembre-ottobre 1939 e aprile-giugno1940. La rapida avanzata avrebbe dovuto invece essere un’avanzata, che nelle condizioni date non era stato deciso di contrastare, un’azione di ritardo che impegnasse le forze tedesche, che ne fiaccasse la baldanza, di controffensive di contenimento e rallentamento in modo da far pagare il più alto prezzo possibile quanto meno in tenuta della compagine militare; che costituisse una incrinatura nella teoria della invincibilità della Wehrmacht che poi ha pesato sui tempi e modi di sviluppo di un movimento di Resistenza in questi paesi d’Europa. Il fatto che tra gli Stati vi fosse una sostanziale identità di vedute, pur con diversità, ma questo è normale, e che a tale identità di vedute essi siano pervenuti prima del settembre 1939 e quindi non sotto l’evento bellico costituisce un dato importante, ossia che esse non furono prese alla sprovvista e che vi fu data una risposta pianificata tempo addietro. A maggior ragione si sarebbe dovuto attrezzare un piano militare difensivo in grado di ritardare, di … ossia quanto poco prima esposto.

Ecco è questa contraddizione che emerge dai piani di fine 1938-gennaio 1939, che pone perplessità e spinge ad approfondire. Per come essi sono stati concepiti e per le nazioni altre che vedeva coinvolti: Olanda, Danimarca, ecc. non è pensabile che tali stati non ne siano stati coinvolti. Ad essi venivano infatti garantiti la difesa dei loro interessi nelle colonie che avevano lungo il Pacifico e quindi a maggior ragione ne dovevano essere state coinvolte ed il piano militare poi adottato nel maggio-giugno 1940 non poteva non essere stato coordinato con tali stati, o quantomeno riceverne assenso.

Le scelte strategiche 1938-gennaio 1939 costituivano di per sé il momento chiave unificante delle operazioni sui vari teatri di guerra e quindi anche del teatro di guerra occidentale, ma poi i piani militari ed il modo come si svolgerà la guerra: evidenziano invece uno scollamento, un andare ciascuno per conto suo: i Belgi da una parte, gli Olandesi peggio ancora, come vedremo da qui a poco.

Ed allora perché quella condotta militare che rafforzava la Germania hitleriana e la leadership di Hitler, specie dopo la vittoria sulla Francia, come vedremo.

Le indagini e gli studi storici se hanno fermato tale questione, non hanno ancora posto mano a prospettarvi una soluzione, che richiede uno scandagliare ancora a fondo i processi reali di quell’evento o fenomeno oggetto di indagine.

Ancora.

 

 

VARSAVIA 1° Agosto 1944

Si sostiene che le truppe sovietiche che erano riuscite a giungere nel quartiere Praga nei sobborghi di Varsavia si sia fermate, nonostante che il Comitato di Londra avesse lanciato l’insurrezione lasciando che i tedeschi massacrassero i polacchi.

Ancora una volta gli inglesi e Churchill lanciano il popolo polacco in un’avventura: è infatti il Comitato di Londra, in opposizione a quello di Lublino, che lancia l’insurrezione ed agenti inglesi, come fonti autorevoli attestano, lavorano per tale insurrezione, e che poi non provvede a sostenere l’azione nella quale getta il popolo polacco e di Varsavia. Anche qui la provocazione britannica scarica sull’Armata Rossa le sue responsabilità come nel 1939.

Questa costituisce una grave provocazione britannica, della monarchia e della regina Elisabetta in prima persona e di Churchill in primo luogo.

Essi consegnano i polacchi, per la seconda volta, al boia nazista al solo scopo di provare l’Armata Rossa ed attirarla in una provocazione.

Stalin in persona incontrandosi con i responsabili del Comitato di Londra aveva detto in maniera chiara che l’Armata Rossa non sarebbe entrata in Varsavia e che quello non era il momento per tale avanzata.

Nonostante questo agenti britannici su istigazione e comando di Churchill organizzarono l’insurrezione per lasciare poi che la belva nazista massacrasse i polacchi.

Si è visto come il piano militare sovietico avesse una sua logica interna e procedesse secondo ben precisi impianti logici. L’avanzata su Varsavia e la liberazione della Polonia si inquadrava entro il piano militare di guerra della terza fase, quello dell’assalto dalla Vistola fino a Berlino.

L’Armata Rossa era avanzata troppo ed in poco tempo, occorreva rinsaldare il fronte, portare nelle più immediate retrovie tutto l’occorrente, a partire dalla modifica della ridotta ferroviaria, ecc. che garantisse l’assalto dalla Vistola a Berlino.

Nelle precise condizioni militari rimanevano ancora impegnate nei Balcani almeno 80 divisioni: in Grecia, in Ungheria, in Romania, in Jugoslavia, Bulgaria, Finlandia e nella Prussia orientale. Avanzare significava consentire a queste forze di convergere su Varsavia ed insaccare le divisioni sovietiche ed infliggerle una pesante sconfitta, conseguire l’obiettivo di ricongiungere le disperse forze armate nei Balcani. Occorreva quindi prima procedere ad eliminare questa minaccia alle spalle, consentire al movimento partigiano nei vari paesi di estendersi ed affermarsi e che si attuassero modifiche in questi paesi.

Infatti in questo periodo si ha la resa della Romania, dell’Ungheria, della Jugoslavia con la costituzione di governo espressione della guerra partigiana e la cacciata dei governi filonazisti e la lotta di Romania ed altri contro la Germania, unendosi alle forze dell’Armata Rossa, costituendo così nel contempo solide retrovie per l’assalto dalla Vistola a Berlino.

Churchill voleva attirare in una provocazione l’Armata Rossa, voleva che l’Armata Rossa subisse una sconfitta, una battuta d’arresto al fine di indebolirla nella fase delle trattativi di pace e per conseguire un obiettivo ideologico che avrebbe giocato dopo la fine del conflitto: esasperare tale sconfitta e sminuire le eccellenti vittorie, demoralizzare le forze partigiane e progressiste. Per questo fine manda al massacro per la seconda volta milioni di polacchi.

La Germania infatti entro la fine di luglio rafforza la sua presenza in Polonia tra cui l’invio di un’intera armata SS a significare l’importanza centrale che dava a tale situazione e nella speranza di attirare l’Armata Rossa nella trappola che Churchill aveva teso lanciando l’insurrezione di Varsavia il 1°agosto. 1944.

Quando nel mese di novembre, dopo una sosta di circa 2 mesi, riorganizzate le fila, ecc. viene lanciata l’offensiva finale, l’Armata Rossa entra in gennaio in Varsavia, liquida le sacche di resistenza e libera assieme alla popolazione di Varsavia e di tutta la Polonia diretta ed organizzata dal Comitato di Lublino.

Mantiene così l’impegno che aveva assunto.

L’imperialismo inglese, cioè, e quindi la monarchia britannica ed il governo britannico, in concreto la regina Elisabetta e Wiston Churchill cercano di attirare l’Urss in una provocazione e facilitare così la Germania nazista, che imponendo una sconfitta all’Armata Rossa avrebbe da una parte allentato le pressioni sulle sue armate ed indebolito il fronte principale di avanzata verso Berlino e la forza principale di annientamento delle belve naziste.

Il piano fallì miseramente, ma le azioni contro l’Urss in piena guerra antinazista ed in favore della Germana hitleriana da parte degli inglesi e degli americani non si fermarono certamente qui.

Fino all’ultimo essi cercheranno un accordo separato con le truppe germaniche al fine di congiungere le loro truppe e quelle naziste per lanciare una controffensiva congiunta contro l’avanzata dell’Armata Rossa nel gennaio-marzo 1945.

In generale in questo periodo essi consentivano alle truppe naziste di spostare divisioni dal fronte occidentale verso quello orientale, ossia contro l’Urss che sosteneva lo sforzo principale. Esiste in merito il carteggio Stalin –Roosevelt, ove Stalin critica queste scelte americane e Rossevelt risponde che non erano 5 le divisioni in questioni ma appena tre. Quindi conferma la linea anglo-americana di consentire alle truppe naziste di sganciarsi dal fronte occidentale per concentrarsi su quello orientale.

Ma il fatto più grave, anche questo documentato dal carteggio Stalin – Roosevelt, è quelle del dic. 1944- marzo 1945. Furono presi nell’estate 1944 contatti in Svizzera tra il plenipotenziario tedesco, generale delle SS Karl Wolff e ufficiali anglo-americani al fine di una firma separata di resa della Germania con gli anglo-statunitensi. L’operazione va sotto il nome di Sunrise-Crossword. Gli incontri ebbero luogo a Zurigo e nel Canton Ticino e più precisamente a Lugano ed ad Acona.

Wolff tramite i buoni uffici del cardinale di Milano Shuster riuscì a mettersi in contatto nel febbraio 1945 con Allan Dulles, capo dei servizi strategici ( OSS ) degli Usa a Berna ( e poi direttore della Cia dal 1953 al 1963, creata da Truman nel 1947 ). Wolff dovete dare un “ pegno di lealtà” agli “ alleati”, liberando Ferruccio Parri, esponente di primo piano della resistenza che riparò in Zurigo e Toni Esimano, uno dei responsabili del servizio informazioni americano in Italia.

Stalin scrisse una lettera a Roosevelt in cui denunciava queste manovre di sabotaggio e di collusione ed intelligenza con il nemico. Il progetto non andò in porto per la possente offensiva in atto dell’Armata Rossa.

Il riscontro documentale di tale fatto non sta nelle lettere di Stalin, quanto nella risposta di Roosevelt del 11. aprile 1945 in cui dichiara che si era trattato di un incidente insignificante, riconoscendone così l’esistenza.

In specifico la lettere di Roosevelt a Stalin dice:

La ringrazio per il suo sincero chiarimento del punto di vista sovietico in relazione all’incidente di Berna, che ora sembra aver perso la sua asprezza ed attualità e dal quale nessuno ha guadagnato.”

Il giorno dopo la spedizione a Mosca di questa risposta-conferma di Roosevelt a Stalin delle manovre sottobanco dei circoli reazionari anglo-statunitensi, Roosevelt muore e Truman lo sostituisce, inaugurando da subito un rapporto di scontro duro e serrato.

E visto che siamo in tema e per onor di cronaca, occorre dire degli aiuti che gli anglo-americani diedero ai tedeschi, ufficiali tedeschi, nel riparare fuori dalla Germania: sia facilitando la resa nelle mani anglo-americane anziché in quelle sovietiche e sia costruendo una solida e fitta rete di complicità ed e sostegno per la l’espatrio per peggiori criminali di guerra in America Latina, per sottrarli così al processo di Norimberga.

Anche questa storia va raccontata.

Il centro logistico era mantenuto dal Vaticano ed in modo particolare dall’allora cardinale Montini, poi Paolo VI, che tra Milano e Genova mise a disposizione dei criminali nazisti conventi e chiese e sacrestie ove questi potevano nascondersi fino a quando potevano poi salpare dal porto di Genova con passaporto diplomatico vaticano, ovviamente con generalità false, firmati da Montini, poi papa Paolo VI.

Tutti i gerarchi nazisti sfuggiti in America Latina ebbero nel Vaticano, nelle strutture di conventi di clausura e chiese e sacrestie punti ove nascondersi in attesa di poter salpare da Genova con passaporti diplomatici vaticani firmati da Montini, poi papa Paolo VI.

L’idea di fondo dell’imperialismo anglo-statunitense era di salvare questi efferati criminali di guerra al fine di poter utilizzare la rete spionistica che la Germania nazista aveva costruito in quegli anni in Urss e nell’Europa orientale ed infatti assoldare questi loschi figuri nei ranghi dei loro servi segreti.

Woytilia nel suo ricordare il massacro dell’insurrezione di Varsavia del 1944 non ha reso certo un buon servigio agli anglo-americani, intelligenze, buon gusto e minimo di intelligenza avrebbero richiesto il silenzio su tale questione, al fine di continuare quel muro di silenzio che sino ad ora si è cercato di mantenere.

Ma Karol Woytilia ha voluto andare più oltre, dichiarando la sua personale partecipazione a quella insurrezione e poiché non è avvenuta come semplice cittadino polacco ingannato dal Comitato di Londra, ma come prelato ha dichiarato, e “ a dichiaration di parte inutilità di prove”, di essere sin dal lontano 1944 agente dell’imperialismo britannico in Polonia.

Perde colpi Woytilia o ha voluto, nello stile contorto pretesco, riaffermare la fedeltà vaticana a Londra ed a New York in opposizione alle recenti scelte polacche di creare un assist con la Germania, rompendo o allentando il lungo cordone ombelicale che lega le classi reazionarie polacche all’Inghilterra?

Comunque sia, questi i dati documentali.

Essi fermano in maniera inequivocabile una delle peggiori pagine della storia della 2° guerra mondiale, pagine di tradimento ad un popolo sia da parte di agenti interni che esterni legati alla monarchia britannica ed a Wiston Churchill; una feroce pagine di cinismo e disumano disprezzo per gli uomini e la loro vita.

E fermano senza appello il vero volto dell’imperialismo inglese nella seconda guerra mondiale.

istcom

Lunedì, 1 agosto 2004