Storie separate, Storia Unica

Istituto di Studi Comunisti

Karl Marx – Friedrich Engels



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Storie separate,

 

Storia Unica

Ripercorrere un itinerario politico nella comprensione d’alcuni avvenimenti che hanno determinato la conoscenza delle donne, come forza dirompente, come impegno politico,

abbattendo il muro della solitudine, mettendo in luce il nostro antagonismo di classe contro il sistema capitalistico.

 

 

 

Bozza di proposta, idee, spunti e riflessioni per il Convegno

" La condizione della donna oggi"

Il progetto punta alla costituzione di un comitato di donne, organizzatore del
Convegno da tenersi l’8 marzo. 2002.

 

 

 



 

STORIE SEPARATE, STORIA UNICA.

 

Argomentare e ricomporre in modo lineare il pensiero delle donne in occasione dell'8 Marzo " Giornata internazionale della donna" è estremamente difficile poiché si è detto tutto e il contrario di tutto.

Questa relazione è il tentativo di percorrere un itinerario politico nella ricerca e nella comprensione di alcuni avvenimenti che hanno determinato la conoscenza delle donne.

I nuovi sviluppi scientifici e tecnologici nel campo della medicina, della microbiologia, della chimica hanno aperto nuovi orizzonti e la specificità femminile assume significati diversi tutti da rileggere, collocandosi in una dimensione nuova.

La conoscenza umana come ha scritto Lenin " Non è una linea retta, ma una curva che si approssima infinitamente ad una serie di circoli, ad una spirale. Ogni frammento, tratto di questa curva può essere tramutato in una linea retta a se stante, indipendente, che conduce al pretismo".

La sfida che ci attende consiste nell'affrontare la realtà nella sua complessità, attraverso una corretta metodologia, attraverso il materialismo dialettico, per diventare protagonisti, avanzare ipotesi, per non essere messi in un angolo dalle classi dominanti che fanno della ricerca lo strumento di dominio, strumento degli interessi capitalistici.

In questa fase di transizione dove le forze produttive, attraverso i nuovi sviluppi tecnologici e scientifici acquistano forme di sviluppo più alte e di rottura con il passato, dove l'informazione è circoscritta ad alcuni ambiti ed esclusa alla maggioranza dell’umanità, le incomprensioni di alcuni processi, l’estraneità porta alla sfiducia, alla rassegnazione e il soggettivismo diventa criterio di verità, indifferenza.

Gramsci ha scritto " L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E’ la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi , che rovescia i piani meglio costruiti, è la materia bruta che si ribella all’intelligenza e la strozza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare, non è tanto dovuto all'iniziativa di pochi che operano, quanto all’indifferenza, all’assenteismo dei molti.

Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare lascia salire al potere gli uomini che solo un ammutinamento potrà rovesciare.".

Quale impegno dovremmo assumere per abbattere questo clima di rassegnazione, dove le donne e gli uomini diventino protagonisti per non essere subordinati dal sistema capitalistico che mentre ti integra al sistema perpetua l'ideologia della produzione, la negazione di tutti i diritti come individuo.

Da qui a pochi giorni, attraverso i mezzi d’informazione assisteremo con rassegnazione alla consacrazione dell’8 marzo, " Festa" che il sistema concederà alla donna e dove il vero significato della giornata di lotta e partecipazione femminile contro il sistema capitalistico verrà distorto, fagocitato ed espulso in maniera determinata, ricorrendo ai peggiori artifici.

Assisteremo alla " Miseria della donna" che scimmiotterà i modi e le pratiche maschili di stampo patriarcale e la sessualità verrà vissuta come dominio, negando la normalità di un rapporto reale.

In questo clima di sfiducia e imbarazzo dove i significati perdono di importanza e l’esperienza si traduce in non senso come le centomila copie vendute in poche settimane da due scrittici statunitensi, che ci propinano il manuale di comportamento per diventare ottime moglie dal titolo

" La moglie arresa"; oppure basta collegarsi per via web per assistere al boom delle squillo ondine, della prostituzione a portata di mano dove i bordelli assumono forme e modi diversi di rappresentazione. Ha scritto De Lauretis: " Le limitazioni e i confini imposti socialmente alla donna, sia reali che immaginari, trovano una rappresentazione topografica nelle quattro pareti di una stanza, sia essa la cucina dalla casalinga o la soffitta del folle, il convento o il bordello, i quattro lati dello schermo o il computer a cui è collegato il cyborg.".

Necessariamente bisogna riflettere per comprendere gli avvenimenti nel percorrere un itinerario politico nella sorvegliata attenzione, necessaria per la comprensione storica e la valutazione critica relativa ai problemi del presente, nasce l’esigenza e il tentativo di riappropriarci di quel sistema teorico indispensabile per riesaminare criticamente la questione del genere.

L’8 Marzo " Giornata Internazionale della donna" dovrà far ridiscutere, riesaminare attraverso un percorso comune d'indagine, le tappe fondamentali e significative della questione del genere.

Tappe che hanno significato differenze e posizioni contrastanti ma che hanno determinato l’elaborazione di pratiche specifiche come la realizzazione di ambiti sociali, i così detti luoghi di autocoscienza, nati come opposizione netta al modo di produzione capitalistico.

Il concetto di genere che ne deriverà sarà l’elaborazione di tutte quelle pratiche relative all'esperienza delle donne che costituiranno la presa di coscienza, la cosiddetta cultura del genere (Funzione materna, la scrittura del genere, la sessualità) che in qualche modo ostacoleranno, limiteranno l'analisi futura poiché " La differenza sottolineerà la differenza", come qualcosa che necessariamente deve essere contestualizzata ed analizzata come processo a parte, come momento di rottura, che porti inequivocabilmente ad una strategia di rottura.

La strategia che determinò negli anni ‘70 una rottura tra i nuclei storici del femminismo e le nuove generazioni di donne, vedrà solo un richiamo mistico ai valori e all’autorità del movimento che servirà solo a giustificare un nuovo tipo di conformismo.

Bisogna però riconoscere che questa strategia sarà in futuro fondamentale per la presa di coscienza di molte donne, per la comprensione di quelle contraddizioni fondamentali che caratterizzeranno la specificità della donna: Sessualità, Maternità, Lavoro domestico, Lavoro extra domestico.

La specificità non è un rapporto esclusivo tra le cose e la donna ma bensì un rapporto che storicamente si determina attraverso i rapporti di produzione, condizionando in modo irreversibile l’esistenza delle donne, per meglio dire l’esistenza dell’umanità.

Karl Marx rispetto alla concezione materialistica della storia scrisse:

" Nella produzione sociale della loro esistenza, gli uomini entrano in rapporti determinati, necessari, indipendenti dalla loro volontà, in rapporti di produzione che corrispondono ad un determinato grado di sviluppo delle forze produttive materiali. L’insieme di questi rapporti di produzione costituisce la struttura giuridica e politica e alla quale corrispondono forme determinate della coscienza sociale.

Il modo di produzione della vita materiale condiziona in generale il processo sociale, politico e spirituale della vita. Non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere, ma è al contrario, il loro essere sociale che determina la loro coscienza.".

La donna ha costruito la sua storia, attraverso un percorso obbligato, cadenzato dai ritmi della sopravvivenza, e se in passato occupava un ruolo di riconoscimento nell’esercito dei miserabili, attraverso il ruolo della procreazione, successivamente tale ruolo viene sovvertito

Infatti, la funzione sociale della donna nel periodo paleolitico sarà quella di raccoglitrice, ruolo di rilievo nelle tribù, acquisizione di esperienza e di tecnica agricola che garantirà ciclicamente riserve alimentari per l’intero anno. Questa autonomia assicurerà la parità sociale.

Engels ha scritto:

" La donna aveva parità e autonomia quando le condizioni dell'umanità erano precarie e gli individui per sopravvivere dovevano dividersi la miseria.

In seguito il ruolo della donna si modificherà, la famiglia diventerà lo strumento, il luogo mediante il quale il sistema subordinerà la donna e la sua sessualità imprigionata del tutto.

La subordinazione della donna al sistema avverrà con la proprietà privata rappresentata nella sua massima espressione dalla famiglia patriarcale e alla donna le spetterà il ruolo di " Schiava domestica", il patriarca padrone dell’azienda familiare deciderà in modo arbitrario e autoritario il destino di ogni donna all’interno del nucleo familiare, conferendo al primogenito maschio l’eredità dei beni e la discendenza.

Con la rivoluzione industriale avviene lo smembramento della famiglia, le nuove forze produttive saranno inarrestabili.

Alle città industriali verranno attribuite funzioni importanti a discapito dei collegi tradizionalmente dominati dall’aristocrazia terriera, in quella fase l’esigenza di forza-lavoro a basso costo fu indispensabile e la donna acquista un ruolo alla pari dell’uomo nella classe degli sfruttati.

Durante il capitalismo maturo la famiglia si ricompone e all’interno della famiglia mononucleare nascerà storicamente il ruolo della " casalinga", ruolo che la donna assolverà pienamente, retaggio di modi e culture precedenti che imprigioneranno la donna in un ruolo apparentemente naturale costruito attraverso una realtà artefatta, impregnata di idealismo spiritualistico e presente in modo inscindibile il ruolo di madre che con abnegazione svolgerà attraverso il lavoro domestico e la cura dei figli.

Il lavoro domestico diventerà la massima oppressione per la donna, mentre il capitalismo erediterà dai modi di produzione precedenti la condizione di subordinazione della donna, la funzionalizzerà al proprio sviluppo dandole nuove forme storico-determinate.

La contraddizione femminile legata al lavoro domestico dovrà essere compresa nel dualismo tra la sfera della " Produzione socializzata" e quella della " Produzione privatizzata".

In altre parole ciò che il capitale fornirà attraverso il salario per la riproduzione di forza-lavoro, sarà compreso il lavoro domestico, lavoro non pagato e non riconosciuto, lavoro di cura, lavoro relativo alla produzione socializzata.".

Analizzare la contraddizione femminile solo ed esclusivamente all’interno della famiglia sarà riduttivo poiché sarà necessaria un'analisi strutturale complessiva

La famiglia diventerà la cellula dell’apparato produttivo e attraverso le relazioni sociali dovrà plasmarsi al modello dell’impresa.

L’utilizzo del proletariato femminile nella produzione, come esercito di riserva, riguarderà quelle aree dequalificate e deboli, dove il lavoro sarà flessibile.

I costi della riproduzione sociale della forza-lavoro saranno ridotti in modo consequenziale per l’erogazione di lavoro domestico gratuito.

Il processo di riproduzione è un processo culturale e materiale che riguarda i corpi, il cibo, i vestiti, gli alloggi, le identità individuali e collettive e le relazioni sociali, ma non solo, esso rifletterà anche le forme e i legami storici relative alle sussistenze.

Le forme storiche di sussistenza cambieranno, la sovrapproduzione e lo sviluppo tecnologico porteranno notevoli mutamenti nei modi di vita di ognuno.

Nei paesi industrializzati le forme già insufficienti di sussistenza sono degenerate, si è pianificato un aumento della povertà e una riduzione dei diritti umani, senza nessuna possibilità di vivere in modo dignitoso, dove non ci sono luoghi forti per difendere i propri diritti.

La famiglia direttamente diventa uno di questi luoghi, il capitalismo la funzionalizza al proprio sviluppo e le dà forme storico-determinate nuove.

La nuova linea di sviluppo, come seguito oggettivo degli avvenimenti, apre un nuovo processo storico all'interno della famiglia, la donna viene collocata al suo interno come colei che biologicamente può sovvertire lo stretto rapporto tra produzione-riproduzione.

Mi riferisco alle nuove tecniche mediche relative alla fecondazione assistita

La fecondazione può essere effettuata in vivo (direttamente nel corpo della donna ) o in vitro (extra corporea), si parla di fecondazione omologa quando il seme proviene da un donatore esterno alla coppia.

Con la fecondazione omologa si pone il problema a livello legislativo " Cosa si intende per coppia?". I problemi nascono dall’eventuale anonimato donatore, dall’inseminazione post-mortem e dalla richiesta di una donna sola o da una coppia lesbica.

Non c’è una vera e propria legge che regolamenti la fecondazione assistita dove le donne possano far valere i propri diritti, quindi la fecondazione viene riservata solo alle coppie conviventi e i problemi nascono proprio quando in nome dell’autodeterminazione femminile si decide di portare avanti la propria gravidanza. Le viene negato da procedure legali e da motivazioni etiche, tutte da comprendere attraverso la sovrastruttura democratico-borghese che si è costituita.

Non dimentichiamo che la fecondazione può avvenire anche attraverso la donazione di ovociti in questo caso si parla di utero in affitto, come il caso di un magistrato che autorizzò una coppia a noleggiare l’utero di una conoscente. E' evidente che se prima la donna era quella parte insostituibile per il concepimento, inteso nello stretto rapporto uomo-donna, l’anello di congiunzione per il processo riproduttivo, tale legame è stato reciso e al suo interno parteciperanno con ruoli ben distinti più soggetti.

Vietata da normative ben precise all’uomo, la clonazione, segue una tecnologia sperimentale simile. La clonazione si effettua utilizzando embrioni surgelati, viene prelevata una cellula da un primo soggetto che deve essere clonato, dalla donatrice si estrae un ovocita svuotato del nucleo si trasferisce il nucleo della cellula nell’ovocita, la cellula uovo così ottenuta viene moltiplicata in vitro dando origine a un embrione, poi successivamente entra in campo il terzo soggetto che accoglie l’embrione che viene inserito nell’utero della paziente.

Per molti medici la clonazione umana è stata giudicata credibile, l’8 marzo, a Roma ci saranno centinaia di esperti da tutto il mondo per parlare di clonazione umana terapeutica.

Le tecnologie sperimentali relative alla fecondazione assistita imprigionano il rapporto sessuale in una nuova dimensione, i corpi perdono quel legame che tradizionalmente li legava alla maternità, corpi che diventano potenzialmente nuova merce.

La comprensione di tali fenomeni è leggibile nella dinamica che avviene tra " naturalità e socialità".

La socialità presente nella sessualità entra in contraddizione con l’istinto mentre la socialità si organizza sulla natura, la natura si esprime attraverso la socialità, formando comportamenti, concezioni, dove si storicizza l’oppressione e la divisione in classi attraverso forme storico determinate.

La procreazione è una forza produttiva. Marx ed Engels nell’Ideologia Tedesca:

" La procreazione della vita, tanto della propria nel lavoro quanto dell’altrui nella procreazione, oppure già in pari tempo come un duplice rapporto naturale da una parte, sociale dall'altra, sociale nel senso che si attribuisce ad una cooperazione di più individui, non importa sotto quali condizioni, in quale modo e per quale scopo.

Da ciò deriva che un modo di produzione o uno stadio industriale determinato è sempre unito con un modo di cooperazione o uno stadio sociale determinato, e questo modo di cooperazione è anche esso una forza produttiva".

Il concetto di natura e di ambiente che ne deriva deve essere compreso nel continuo interscambio tra ambiente-uomo uomo-ambiente e nella doppia elica del DNA dove sono impressi i passaggi dell’evoluzione dell'uomo.

Nella lunghissima molecola del DNA è stato decodificato il patrimonio genetico di ogni essere vivente.Si tratta di una sorta di messaggio biologico che contiene tutte le informazioni necessarie per costruire un individuo di una determinata specie e permettergli di vivere. Se per l'uomo la prima proteina ricombinante ( cioè creata con tecniche di ingegneria genetica ) la somatostatina ha consentito di migliorare la trasmissione del segnale nervoso delle cellule, e nell'individuare nel DNA il primo gene difettoso che provoca l’anemia falciforme, nell’identificare e clonare malattie ereditarie più diffuse, la fibrosi cistica, è anche vero che la mercificazione del materiale genetico potrebbe dividere la scienza, quella che sperimenterà per scopi di ricerca e l’altra per il profitto. Le leggi che regolano la concentrazione di potere delle multinazionali non seguono nessun criterio di difesa e di rispetto dell’ambiente, l'esempio eclatante è avvenuto con la diffusione dell’encefalopatia spongiforme bovina, contratta dalle farine animali diffuse in zootecnia per volontà degli imprenditori agricoli. Oppure per ciò che potrebbe accadere con la commercializzazione degli artefatti biologici, organi biologici di ricambio indirizzati esclusivamente per un numero limitato di consumatori dei paesi più ricchi.

Un altro settore in espansione potrebbe essere quello relativo alla farmacogenomica, farmaci mirati al corredo genetico di ognuno, in base all'identità avremo farmaci su misura.

I nuovi sviluppi scientifici hanno aperto nuovi orizzonti, comprendere questa complessità a volte sfuggente apre nuove prospettive d’analisi, tutte da rileggere nello stretto rapporto tra donna-natura.

In questa fase di transizione in cui è indispensabile prendere coscienza delle contraddizioni della vita materiale, nel tentativo di non essere schiacciati dalla quotidianità, in cui l’esperienza delle donne sia fondamentale, urgono risposte tutte da esaminare e sperimentare attraverso un itinerario politico che comprendi la specificità femminile.