In onore del Prof Notarrigo Salvatore

In Onore

del Prof. Salvatore Notarrigo

Il 18 marzo 1998, improvvisamente, è venuto a mancare il prof. Salvatore Notarrigo, ordinario di Fisica superiore presso la Facoltà di Scienze dell’Università di Catania, lavoratore scientifico instancabile e combattivo, militane comunista sin dalla gioventù nel piccolo centro zolfifero di Villarosa, in provincia di Enna, là dove era nato il 28 settembre del 1931 ed era stato presente nelle prime lotte e nelle battaglie politiche del secondo dopoguerra.

Trasferitosi a Catania per gli studi universitari, il suo impegno è sempre proseguito sia nello studio che nella militanza politica, ma con atteggiamento aperto, critico, libero e senza dogmi o aspirazioni carrieristiche.

Laureatosi in Fisica nell’Università di Catania e poi ricercatore presso la medesima, con periodi di studio a Napoli ed in America, ma brevemente anche in Unione Sovietica, quindi professore incaricato sin dalla fine degli anni Sessanta ed ordinario nella seconda metà degli anni Settanta, lascia numerosi articoli e monografie che, oltre a vivacizzare molte dispute scientifiche, tracciano le linee per una riconduzione del pensiero scientifico alla sua unità. E difatti, Salvatore Notarrigo, non studiava soltanto ciò che comunemente si definisce " Fisica", ma anche ciò che si chiama " Matematica", " Economia", " Scienze Naturali" ed altro.

Il mio primo incontro con Salvatore Notarrigo è avvenuto nelle manifestazioni popolari e nei dibattiti culturali tra la fine degli Sessanta ed i primi anni Settanta. Non ricordo con estrema precisione la data, il periodo sì. Mi ricordo, però, che negli anni Settanta, verso la metà, si è intrecciato un fitto dialogo sulle questioni energetiche, dapprima nei dibattiti pubblici, poi vis-a-vis che ha portato, partire dal 1979, ad una ventennale collaborazione scientifica, attestata anche da pubblicazioni che, seppur redatte, a livello individuale, si finalizzavano su un piano di studio pensato insieme.

Posso dire, che proprio alla fine degli anni Settanta, ero stato colpito dal modo in cui scientificamente poneva la questione energetica, nell’ambito di due categorie, la negaentropia e l’entropia, combattendo tutti i ragionamenti superficiali ed alla moda sul nucleare sì o nucleare no. E così l’accostamento con l’ " Economia", là dove io ero impegnato, è stato facile, anche perché Salvatore Notarrigo conosceva molto bene " Il Capitale" di Karl Marx ed aveva intuito alcuni aspetti che meritavano approfondimento. Non solo, ma la sua lettura de " Il Capitale" aveva un’impronta completamente diversa da quella che si era affermata nella generalità degli studiosi italiani, scaturita da una visione o prettamente ‘ filosofica’ o prettamente ‘ economica’. Egli invece accordava la teoria del valore di Marx con la termodinamica di Carnot, mettendo in evidenza anche un passo de " Il Capitale" che esplicitava questo riferimento e che lo stimolava a studiare l’argomento.

Lo seguii con attenzione, mi insegnò molte cose che allargarono il mio orizzonte di studio, anche perché la mia attività di docente, a quel tempo, per ragioni che non sto qui a ricordare, è stata costretta a trasferirsi dalla Facoltà di Economia e Commercio a quella di Ingegneria, nata qualche anno prima.

Della sua attività scientifica voglio ricordare, per gli aspetti che io sono in grado di attenzionare, alcune tappe importanti per approfondire gli studi marxiani. Oltre a quanto già detto della relazione negaentropia-entropia e teoria del valore e ciclo di Carnot, allo sviluppo del marxismo come continuità del pensiero scientifico da Archimede a Newton, Altre tappe che latri potranno mettere in evidenza meglio di me, in particolare coloro che hanno collaborato con lui in alcune specifiche ricerche, in particolare i proff. G. Boscarino, A. Pagano, R. Fonte, P. di Mauro, riguardano la costruzione di un comune linguaggio scientifico utilizzando l’ideografia di Peano, la critica alla " teoria della relatività", il rapporto filosofia-scienza ( dai presocratici ad oggi) e più in generale la depurazione della fisica dalla metafisica e la ricostruzione delle basi teoriche della Fisica, partendo dalle origini del pensiero scientifico, da Democrito, Pitagora, Archimede, per avanzare con Galilei e Newton e svilupparle nelle condizioni odierne della conoscenza del mondo.

La sua opera s’interrompe mentre stava per completare una nuova pubblicazione, dal titolo apparentemente metaforico Alice nel paese della realtà, ma che sintetizza bene la volontà di realizzare il disegno teorico rivoluzionario di separare la Fisica dalla metafisica, dove è stata avviluppata da autori che hanno acquisito nella società contemporanea titoli prestigiosi solo perché, come diceva per il suo tempo Vitruvio, " i favori conviviali portano ad un immotivato plauso".

Del suo percorso scientifico richiamo in particolare gli scritti sulle riviste " Mondotre" e " Quaderni di Laboratorio" ed anche uno sul n. 3 di " Jeronimus" ( aprile 1994), oltre ai libri Energia ed Ambiente, edito dalla C.u. e.c.m. di Catania 1987 e La meccanica quantistica: scienza e filosofia, edito dalle Edizioni Cooperativa " Laboratorio", Siracusa 1997

Prof. Giuseppe Amata

docente di Economia Politica

presso l’Università di Catania, Facoltà di Ingegneria