L-502

ISTITUTO DI STUDI COMUNISTI

KARL MARX - FRIEDRICH ENGELS

 

 

ALCUNI APPUNTI E NOTE SULLA 502

 E' indubbio che esiste in merito al dibattito nella Sanità circa la 502 una grande confusione, giacché si accavallano, intrecciano, si sovrappongono vari temi e motivi, per cui riesce poi veramente difficile muoversi e seguire il filo di un ragionamento. Questo pone oggettivamente in difficoltà gli elementi avanzati, che si vedono nella necessità di dover indietreggiare, scendere su di un terreno franoso.

E' indubbio che tutto questo pone di fatto la controparte in una oggettiva situazione di favore, che sfrutta decisamente.

In generale, e per rapidi tratti, possiamo dire che l'essenza del dibattito si muove su questi assi: spesa enorme della sanità, che assorbe una parte importante dei conti dello Stato e quindi necessità di ridurre le spese, di qui il manager e la politica dei manager.

Su questo asse strategico fondamentale si muovono poi elementi secondari: lo scandalismo - De Lorenzo-Poggiolini e la maggiorazione dei prezzi dei farmaci-, le cifre di sprechi, di assenteismo, di lassismo.

A noi sembra che questo terreno e questo modo di impostare la questione sia teoricamente e scientificamente non corretto. E' nostra convinzione ferma che in realtà tutta questa argomentazione sia soltanto ideologica e che abbia lo scopo di poter operare un pesante spostamento di risorse finanziarie dalla Sanità al sostegno finanziario ai processi di riconversione dei grandi gruppi monopolistici.

L'impostazione che viene data al problema, dicevamo, è scientificamente non corretta. Il ragionamento, a noi sembra, va impostato in termini diversi, ossia in termini scientifici e teorici corretti.

Innanzitutto occorre scomporre questa massa caotica di fatti e dati che vengono sbattuti in faccia e sviluppare un ragionamento per singoli punti: il più elementare metodo scientifico presuppone e vuole questo.

 

 LA SPESA PUBBLICA.

Premessa.

Noi presupponiamo in questa fase di ragionamento che non sussistono elementi di disturbo nel sistema, tipo imbrogli, clientele, ecc. giacché questi elementi sono il prodotto di ben altra situazione, di costi sociali fatti pagare per altri motivi ideologici, estranei comunque ai problemi della spesa sanitaria. Per questo motivo noi li escludiamo dalla nostra analisi.

E' indubbio che la spesa sanitaria degli anni '90 sia diversa da quella degli anni '80, '70, '60, '50 e ciascuna diversa dalle precedenti. Esiste cioè un aumento della spesa sanitaria per ogni singolo decennio ed esiste un rapporto di incremento molto forte tra ciascun decennio, che va aumentando man mano che si procede dagli anni '60 agli anni '80.

Se si resta su questo terreno e si ragiona secondo questi parametri non si esce dal terreno che ci viene imposto; la problematica va cioè capovolta, occorre partire dall'uomo: deve essere questo l'asse strategico intorno al quale sviluppare ed articolare un ragionamento.

Lo sviluppo scientifico e tecnologico ha determinato l'innalzamento dei costi in generale e questo è valido per la sanitaria come per tutti gli altri settori: tutto il discorso sulla necessità di rastrellare capitali per la riconversione altro non è che la constatazione che la messa a produzione in un qualsiasi settore richiede una massa di capitali decisamente superiore che nel passato. Nel settore metalmeccanico leggero negli ani '50-60 occorreva un investimento di circa 20milioni per dare lavoro ad un solo operaio, il che significava che con una massa di 500.milioni poteva essere messa in piedi una fabbrica di circa 25addetti. Oggi questi parametri sono saltati proprio per il progresso scientifico e tecnologico. Nel settore della sanità è avvenuto esattamente la stessa cosa. Negli anni '50 per poter impiantare un reparto di cardiologia la strumentistica necessaria era appena un elettrocardiografo ad una penna e medicinali a basso costo, perché a bassa ricerca scientifica. Oggi non bastano svariati miliardi sia per attrezzare una unità coronarica, e poi ecocardiografi, strumentistica per emodinamica, con medicinali i cui costi sono molto alti, proprio per la ricerca scientifica che presuppongono. Negli anni '50 non esisteva assolutamente il problema del trapianto di organo, oggi esso richiede una massa di investimenti. Sul piano della strumentistica chirurgica basti pensare ai ferri operatori degli anni '50 e le tecniche, con conseguenziali strumentistiche, degli anni '80-'90 dai raggi ad ultrasuoni per scindere la calcolosi renale alle moderne apparecchiature di chirurgia meno invasive. Basti pensare agli alti costi che vengono sostenuti per innalzare il livello di sepsi: dai più elementari aghi e siringhe monouso, alle tecniche e costi per la asetticità dei campi operatori, ai costi per i percorsi ospedalieri, ecc. ecc.

Esistono poi i costi altissimi delle moderne apparecchiature di diagnostica: Tac, scintigrafia, ecografi, ecc.

E questo vale per tutti i campi della medicina. Essa negli anni '60 compie un importante passo in avanti, la medicina preventiva, che contribuisce anch'essa ad un innalzamento dei costi della sanità.

Conseguenzialmente tutto questo ha richiesto e continua a richiede un personale specializzato, che abbia un più alto livello di conoscenze scientifiche e tecniche e conseguenzialmente un innalzamento dei livelli retributivi del personale addetto, determinato esattamente - come legge economica nella determinazione del livello medio salariale - da quella maggiore conoscenza tecnica e scientifica, che viene erogata all'atto della prestazione. E' sotto gli occhi di tutti che il medico degli anni '50 non è assolutamente il medico degli anni '80 a partire dal medico di base a quello specialistico ospedaliero; e lo steso dicasi per il personale infermieristico, chiamati entrambi ad operare con strumenti e metodiche sempre nuove e che richiede loro un aggiornamento costante ed una capacità costante di adeguarsi al procedere della ricerca: che può andare dal nuovo farmaco, alla costituzione di specialità farmaceutiche, terapeutiche, ecc. che richiedono esse stesse un costante adeguamento tecnico e scientifico e questo è possibile se la formazione tecnico-scientifica di base è di un certo tipo che consente questo costante adeguamento. E' nell'esperienza di ciascun operatore della sanità le differenze tra l'operare negli anni '70 e quello degli anni '80. Tutto ciò comporta ovviamente un innalzamento dei costi della sanità: diviene allora ideologica la comparazione dei costi della sanità con gli anni '60, '70 per dimostrare una crescita dei costi e giustificare così la necessità di tagli. Se noi invece della Sanità prendiamo il settore dei trasporti, verifichiamo immediatamente che la costruzione di una linea ferroviaria ha costi decisamente maggiori oggi che non negli anni '50, '60, '70, '80; e così nella metalmeccanica, nella chimica, nell'edilizia, ed in ogni altro settore della produzione. Il punto chiave, che viene allora a delinearsi davanti a noi è allora un altro: l'uomo nel suo progredire, nel suo rapporto con la Natura, nella sua azione di trasformazione della realtà esterna è andato in questo quarantennio avanti ed ha conquistato nuove e più importanti vette. Questo fatto è incontestabile.

Esso però viene presentato come un fatto positivo in termini genericamente astratti, ma penalizzante proprio per questi alti costi che comporta e viene, poi, fatto scaturire da questi alti costi, una serie di fatti quali l'indebitamento pubblico, la necessità di continue correzioni alle manovre finanziarie, alla disoccupazione, ecc. ecc. assieme ai tagli per la spese pubblica, in specie nella sanità.

Ed è all'interno di questa filosofia che nasce poi la 502, la visione manageriale, del manager.

L'impostazione del problema è scientificamente non corretta, perché considera solo uno degli aspetti del problemi e non l'unitarietà del processo. Si legge cioè l'innalzamento del costo e non l'innalzamento della produttività del lavoro, ossia l'incremento della ricchezza sociale prodotta dal lavoro degli uomini: la ricchezza sociale prodotta in un'ora di lavoro negli anni '50 non è assolutamente quella degli anni '80. La società è cioè più ricca non più povera, esiste una maggiore produzione della ricchezza sociale ed un innalzamento della qualità della vita, di qui l'innalzamento della vita media.

E questo innalzamento della vita media è proprio ed esattamente il risultato di quei progressi scientifici che si sono avuti nel campo della medicina, che hanno richiesto un incremento di spesa; incremento di spesa ampiamente ripagata dal più generale innalzamento della produttività dell'ora di lavoro e quindi dal più generale innalzamento della ricchezza sociale prodotta dalla società.

Ora lo stesso innalzamento della vita media, attraverso un processo distorto e mistificante, viene presentato come un dato negativo sull'economia dei paesi, tanto da dover rivedere la legislazione sulla previdenza e sul più generale sistema pensionistico, determinando un innalzamento dell'età lavorativa.

Alla fine a ben guardare l'uomo viene penalizzato proprio ed esattamente per essere andato avanti, per aver superato limiti e vincoli a cui in precedenza era soggetto: ben strana società questa che arriva a capovolgere in maniera così bizzarra le cose e le coscienze degli uomini, letteralmente avvelenate dalla propaganda di questa società, che rincorre il mito della produttività.

In sintesi.

Dicevamo all'inizio che occorre impostare i termini della questione in maniera diversa: il punto centrale, l'asse strategico fondamentale deve essere allora non la produttività, ma

la scienza di chi e per chi?

intesa nel più generale avanzamento della scienza, perché un ramo è legato e dipendente dall'altro.

ALCUNE QUESTIONI TEORICHE.

La 502 tende ad affidare ad un manager la gestione e la responsabilità dell'andamento delle strutture sanitarie.

Questa impostazione non ci convince perché scientificamente non corretta: in realtà è ancora la riproposizione sotto una diversa forma del soggettivismo, della teoria del decisionismo, dell'uomo forte che decidendo, facendo, dicendo è in grado di risolverei problemi e restituire produttività, ecc. ecc. Questa filosofia esprime poi la visione della classe dominante che attribuisce a causa al di fuori di se stessa la crisi che il paese attraversa ed esprime la sua illusione, la proiezione dei suoi miti, di riuscire a trovare in ' uomini forti', nel 'decisionismo' la via d'uscita.

E' ormai esperienza consolidata che il manager come primo momento ha dato una ventata di nuovo, eliminando i dati più macroscopici di inefficienza, ma più che inefficienza di abusi - ma anche di questo andrebbe fatto un ragionamento più complessivo e non quello ideologico quanto insulso di I e IIa Repubblica - ma è anche vero che questa ' managerialità', più correttamente identificabile con ' decisionismo' inizia a mostrare la corda e tutti i limiti ed in molti casi sfiora il ridicolo se non l'assurdo. Il 'manager' tutto preso nella logica del taglio propone drastiche riduzioni di spesa in base a criteri di produttività, ossia di costo-ricavi: in alcune ASL pone il problema di ridurre la fascia di antibiotici da usare, senza capire che esistono fasce di antibiotici selettivi non sopprimibili, anche se genericamente definiti ' antibiotico'; in altri casi posti a confronto reparti diversi in cui in uno il costo è maggiore pone il problema di ridimensionare quello più costoso o altre assurdità del genere. Il ragionamento in generale che viene portato avanti è il rapporto degenza ospedaliera ed utilizzo dell'impianto. Ora sul piano immediato questo ragionamento da un punto di vista puramente economico, e dallo stesso punto di vista della economica politica borghese, è scientificamente errato; è anti-scientifico. Se noi prendiamo una fabbrica esistono settori in sé che non sono assolutamente produttivi, ma non per questo possono essere soppressi, i costi di questi vengono a costituire il costo complessivo della merce: per esempio i costi di immagazzinamento della merce: capannoni dove immagazzinare la merce prodotta e poi smistarla, il personale addetto al trasferimento di questo merce ed i macchinari: elevatori, ecc.; il personale amministrativo, ecc., ecc.

Ma fermare qui la nostra riflessione e la nostra critica è ancora il mantenerci in superficie e non cogliere invece la profondità della contraddizione e tutto quanto questo ci dice.

In realtà, noi stiamo leggendo da questa angolazione, decisamente sfalsata e perciostesso poco chiara, la lotta che vede opposte le moderne forze produttive ai rapporti di produzioni e la necessità di una ben diversa direzione della sanità, che vuole una direzione esattamente opposta al ' managerismo' e richiede invece una direzione sociale.

Vediamo con più attenzione questo aspetto.

Una società - e la stessa società socialista - non può dissipare la ricchezza sociale prodotta, ma deve invece usarla razionalmente, affinché essa sia in grado di soddisfare al massimo i bisogni della comunità-uomo.

Ora noi abbiamo da una parte un innalzamento forte della spesa per garantire superiori livelli qualitativi della vita, per quanto attiene la sanità; a questo si aggiunge il tempo relativamente basso di rientro dei capitali investiti per lo sviluppo scientifico che rende obsoleti in tempi medio-brevi macchinari, strumentistica e diagnostica.

Dall'altro non possiamo fermare il progresso o consentire di non alleviare le sofferenze degli uomini e curarli solo per questi alti costi - anche se la produttività media oraria si è fortemente innalzata, tale da ripagare questi costi più alti nella sanità. Ma è anche vero che i costi che sosteniamo per la sanità sono troppo alti, che incidono nell'assorbimento della ricchezza nazionale prodotta. E' anche vero che non vi è rientro dei capitali investiti in macchinari, strumentistica, ecc., per cui assistiamo da una parte ad investimenti improduttivi, per il non rientro dei capitali investiti e dall'altra a macchinari obsoleti, superati dalle nuove tecnologie e non si può caricare di nuovi investimenti quando quelli non sono rientrati ed i nuovi - da un punto di vista puramente di analisi economica, le curve costo-beneficio, ci dicono già da ora che come non sono rientrati i precedenti e siamo andati in perdita, così anche per i nuovi.

Un altro elemento è il personale, ed i costi che vanno sostenuti, specializzato che deve utilizzare e razionalmente questi macchinari.

Questa è la massa di problemi reali che ci troviamo dinanzi ed ai quali va data risposta, al di là dell'uso ideologico e strumentale della classe dominante; classe dominante, che poi essa stessa non riesce a cogliere tutta la complessità, sapendo ragionare - perché queste sono poi le sue condizioni materiali di esistenza e quindi la sua ideologia e la sua concezione del mondo - solo in termini individuali, del singolo.

Come ben si vede è una massa abbastanza intricata, ed è in questa massa così intricata che ci troviamo impigliati e l'avversario ci stringe attorno, mantenendoci sulla difensiva.

La soluzione che prospetta la borghesia, ossia la concezione scientifica organica della borghesia, è il produttivismo, o " manager" o " 502": in una il taglio della spesa pubblica, il blocco o quantomeno il freno alla ricerca, la penalizzazione dell'uomo del suo essere andato avanti. Recenti autori hanno dichiaratamente affermato che la medicina è andata troppo avanti e che occorre ridimensionarne il ruolo ed entrare nella logica che la malattia è connaturale, come la morte, all'uomo, alla vita.

Una risposta immediata, quella che gli elementi avanzati attrezzano, è quella della contestazione dei singoli dati che i singoli manager prospettano sul numero del personale, le spese, ecc.

In tutta franchezza una linea di difesa decisamente perdente:

primo perché i dati reali sono quelli, al di là di strumentalizzazioni ed usi ideologici dei singoli manager, ma i problemi sono quelli che abbiamo visto;

secondo perché si continua a stare sul terreno che la borghesia ha imposto: discutere della passività della sanità; della sanità in quanto mostro mangia soldi, che assorbe ricchezza nazionale, ecc.

Linea di difesa decisamente perdente giacché l'unico risultato che si riesce ad ottenere è che in realtà dove abbiamo una certa forza, o esiste una particolare debolezza del nemico riusciamo a strappare qualche condizione più favorevole, finendo però per spezzettare ulteriormente il movimento più complessivo e lasciando nella stragrande maggioranza delle realtà un nemico vincente su tutta la linea ed anche lì dove abbiamo strappato qualche condizione migliore, noi stessi ci siamo logorati in trattative ed in accordi, andandoci poi a mettere in una situazione di costante conflittualità ove ci troviamo nella situazione di dover costantemente difendere quelle migliori condizioni e così veniamo a trovarci inchiodati, ed inchiodatici da soli, su quel terreno, senza possibilità alcuna di aprire altri terreni: in una ci veniamo a trovare in una situazione " da trincea", sotto un tiro incrociato dell'avversario.

E questo dal lato delle forze avanzate del proletariato.

Vedendo le cose dal lato del manager la situazione non è migliore giacché egli potrà riportare successi iniziali, collegati ai più evidenti e macroscopici fatti di spreco, come si è già visto. Ma poi lui stesso non sarà in grado di porre limite o freno alcuno alla situazione reale ed ai problemi, che opprimono noi, ma opprimono anche lui, giacché i problemi chiedono di essere razionalmente risolti

I problemi ci sono e ci sono tutti.

Lo sviluppo delle forze produttive nel campo della Sanità richiede una diversa organizzazione della Sanità stessa, un diverso utilizzo, un impiego diverso. Quello che i cosiddetti sprechi dicono è proprio ed esattamente questo: l'attuale organizzazione nella Sanità è totalmente incapace di utilizzare al massimo le forze produttive e darvi ulteriore sviluppo, agisce cioè da freno. Quello a cui noi assistiamo nel campo della Sanità altro non è che la normale crisi capitalistica con i suoi sprechi, la distruzione di forse produttive, fasi recessive, inflazionistiche, ecc. Il fatto è che nell'economia classicamente intesa questi fatti hanno una loro connotazione, qui prendono tutt'altra forma, divenendo così difficile riconoscerle e subiscono così un processo di mistificazione ed ideologico. Quello che nella forma noi viviamo come spreco, crescita abnorme della spesa altro non è che un utilizzo irrazionale delle forze produttive, specificatamente alla sanità. In altre parole le forze produttive ci si rivoltano contro: esse richiedono la liquidazione dell'attuale organizzazione della sanità, della sua struttura. Ma questa organizzazione è l'organizzazione compatibile con il sistema di produzione capitalistico. Quello che noi viviamo come spesa abnorme della sanità, sua crescita, altro non è, dall'angolazione della Sanità, la lotta che vede opposte le moderne forze produttive agli arretrati rapporti di produzione ed una richiesta esplicita del superamento di quell'organizzazione e di quella struttura, ma questo è impossibile senza la liquidazione dei vecchi rapporti di produzione oggi esistenti. In una noi assistiamo, dall'angolazione della Sanità, alla lotta per il superamento dell'attuale società capitalistica: è il modo concreto, preciso, materiale di manifestarsi, concretizzarsi della più generale crisi del sistema capitalistico.

Ecco perché poi in definitiva le soluzioni manageriali risulteranno perdenti, il nocciolo duro, quello vero, è questa opposizione tra le moderne forze produttive e gli arretrati rapporti di produzione capitalistici. Le scelte della 502 vanno nella direzione opposta, vanno, cioè, nella direzione di imbrigliare, frenare, ostacolare l'ulteriore sviluppo delle forze produttive. Non sarà in grado di dare risposta ai problemi veri e non potrà che risolversi in un peggioramento della situazione, che si concretizzerà in ulteriore strangolamento delle condizioni di vita delle masse, in concreto nel peggioramento della sanità, dell'assistenza e della malattia più in generale. E a fianco a questo noi assisteremo sempre più a sviluppi imponenti della ricerca medica.

Si manifesta qui, e così, la natura contraddittoria e l'unità dialettica della Sanità.

Federico Engels ha correttamente messo in evidenza:

" Le forze socialmente attive agiscono in modo assolutamente eguale alle forze naturali: in maniera cieca, violenta, distruttiva, sino a quando non le riconosciamo e non facciamo i conti con esse. Ma una volta che le abbiamo riconosciute, che ne abbiamo compreso il modo di agire, la direzione e gli effetti, dipende solo da noi il sottometterle sempre più al nostro volere e per mezzo di esse raggiungere i nostri fini. E questo vale in modo tutto particolare per le odierne potenti forze produttive. Sino a quando ostinatamente ci rifiuteremo di intendere la natura ed il carattere, ed a questa intelligenza si oppongono il modo di produzione capitalistico ed i suoi sostenitori, queste forze agiranno malgrado noi e contro di noi, e ci domineranno. Ma una volta che siano comprese nella loro natura, esse, nelle mani dei produttori associati, possono essere trasformate da demoniache dominatrici in docili ancelle. E' questa la differenza tra la forza distruttiva della elettricità domata del telegrafo e della lampada ad arco; la differenza tra l'incendio ed il fuoco che agisce al servizio dell'uomo. Quando le odierne forze produttive saranno considerate in questo modo, conformemente alla loro natura finalmente conosciuta, all'anarchia sociale della produzione subentrerà una regolamentazione pianificata della produzione, conforme ai bisogni sia della comunità che di ogni singolo. Così il modo di appropriazione capitalistico, il cui prodotto asserve chi lo produce, ma poi anche colui che se ne appropria, viene sostituito dal modo di appropriazione dei prodotti, fondato sulla natura stessa dei moderni mezzi di produzione: da una parte da una appropriazione direttamente sociale come mezzo per mantenere ed allargare la produzione, dall'altra da una appropriazione direttamente individuale come mezzo di sussistenza e di godimento." ( Antiduhring )

E questo deve essere il nostro orientamento fondamentale, la nostra bussola.

A questo cambiamento si oppongono non solo i rapporti di produzione capitalistici, ma anche quelle forze e figure che da tali rapporti di produzione sono prodotti e trovano in queste e da queste alimento e ragion d'essere. La battaglia si presenta quindi forte. Le difficoltà derivano, invece, dalla forma distorta e mistificante che questa lotta tra forze e produttive e rapporti di produzione prende.

Occorre innanzitutto dire che l'attuale struttura nella Sanità, nella sua essenza, è quella che si è venuta formando tra il 1600 ed il 1700, l'ospedale, come momento che tutto concentra e la sua articolazione e suddivisione, così come veniva a svilupparsi ed articolarsi la scienza medica con le sue specializzazioni e sottospecializzazioni.

E conseguenzialmente con la sua struttura gerarchica.

Le modifiche a cui assisteremo saranno quelle legate allo sviluppo delle forze produttive capitalistiche, che superava il pietismo e vi andava sempre più a sostituire la scienza e conseguenzialmente personale maggiormente adatto a questo ingresso massiccio della scienza.

Ma queste modifiche non avvenivano attraverso un superamento critico cosciente, era più un procedere spontaneo, per cui alla fine le varie concezioni si andavano stratificandosi.

" Quando la concezione del mondo non è critica e coerente ma occasionale e disgregata, si appartiene simultaneamente ad una molteplicità di uomini-massa, la propria personalità è composita in modo bizzarro; si trovano in essa elementi dell'uomo delle caverne e princìpi della scienza più moderna e progredita, pregiudizi di tutte le fasi storiche passate, grettamente localistiche ed intuizioni di una filosofia dell'avvenire, quale sarà propria del genere umano unificato mondialmente." [ Gramsci, Quaderni dal Carcere, " Materialismo Storico ", pag. 4-5, Ed. Riun. ]

Qual è la situazione reale?

Noi abbiamo in Italia una struttura di ospedali generali, che comprendono tutte le specialità mediche, - le varie Divisioni o Reparti, che poi possono essere sottodivise in sezioni ed esiste in merito tutta una regolamentazione; la cui struttura è data da un responsabile della Divisione collaborato da un gruppo di medici - aiuto ed assistenti; la stessa struttura " piramidale" si riflette nel personale infermieristico: capo-sala ed infermieri professionali; l'apice della piramide vede una struttura di Capo-servizio, Direzione sanitaria.

A fianco di tali ospedali generali alcuni ospedali specializzati per specifiche patologie, ma anche qui abbastanza generica: Istituto tumori, malattie infettive, Ortopedia, ecc; di supporto a questi una serie di ospedali di zona anch'essi generali e con le più generiche specialità: Medicina, Chirurgia, Pediatria, ecc. Gli ospedali pediatrici vanno visti più come ospedali generali per i bambini.

Abbiamo, cioè, una struttura ed organizzazione spezzettata, disorganica, in sostanza a parete-stagno; in realtà ognuno per sé.

Nella pratica quotidiana si pone il problema se dotare un reparto di una particolare apparecchiatura: Tac, per esempio o ... o dotare un reparto di nuove strumentistiche più sofisticate, o...

Il problema che immediatamente si pone è il costo alto di quella nuova apparecchiatura, che se pure è importante e di aiuto, l'uso che ne può essere fatto: quantità di utilizzo non compensa l'alto costo - ricordiamo qui il discorso che abbiamo fatto prima sull'investimento ed i tempi di rientro del capitale investito ed i tempi brevi di invecchiamento di apparrecchiature altamente tecnologizzate ed i loro alti costi. L'esperienza ci insegna che dinanzi a questi problemi si formano subito due campi dei favorevoli e dei contrari, cioè di chi mette in evidenza la sproporzione tra la somma da investire e l'uso che ne può venir fatto ed i favorevoli che pongono il problema della validità e dell'abbassamento della degenza e quindi argomentando in questi termini la validità anche economica della scelta. Tra i due campi viene poi a formarsene uno intermedio che pone il problema di sviluppare una convenzionata con altre Usl, ecc. ecc.

Continuiamo a seguire questo esempio, che è poi pratica quotidiana.

Se il macchinario non viene acquistato l'ospedale, il reparto resta indietro: in entrambi i casi la scelta non è corretta; se il macchinario viene acquistato manterrà il sottoutilizzo con una perdita secca, ossia con uno spreco di ricchezza nazionale prodotta. Un tale macchinario richiederà un personale che venga riqualificato e questo processo di formazione avviene attraverso l'uso, ma questo significa nei primi tempi un uso non corretto con danni all'apparecchiatura ed un uso di standard iniziali bassissimi, proprio perché si conosce poco la macchina.

E stiamo parlando di un nuovo macchinario: ossia il caso più semplice.

Non stiamo parlando della sperimentazione, dei nuovi farmaci e di tutte le innovazioni in tutti i settori: tipi di fili di sutura, valvole cardiache, fibre ottiche, strumentistica chirurgica poco invasiva, laserterapia, ecc. ecc.

E questo è un aspetto del problema.

L'altro è quello di una duplicazione di tutta una serie di questi macchinari con singole Usl che hanno apparecchiature uguali, quando a volta non capita nello stesso ospedale.

Il dato incontestabile è che comunque quei macchinari costituiscono una perdita secca sul piano più squisitamente economico, uno spreco della ricchezza nazionale prodotta che non rientra ed i progressi scientifici impongono costanti adeguamenti di macchinari ed un personale sempre più altamente specializzato.

Non stiamo assolutamente prendendo in esami i casi di trapianto, di fecondazione, di Unità coronariche, e rianimazione, Pronto Soccorso; né stiamo parlando della ricerca scientifica nel campo farmacologico; meno che mai di tutta la sofistica strumentistica laboratoristica.

Fermiamo per ora qui il problema e prendiamo a leggere un'altra angolazione.

La trattazione di casi clinici particolari, che poi vanno a costituire l'essenza della ricerca scientifica; l'esperienza pratica e teorica che viene qui accumulata. E' vero che attraverso riviste specializzate e Convegni e Congressi vi è una socializzazione di tali esperienze, ma a parte il fatto che poi si tratta di andare a vedere la quantità di questa trattazione su riviste e Convegni e Congressi: tant'è che il problema dell'aggiornamento scientifico del personale medico ed infermieristico-professionale è un problema che si pone con grande serietà nei reparti ad alta specializzazione. Ma il dato è che nel momento in cui viene affrontato quel singolo caso particolare non c'è generalizzazione di esperienza, può essere che altrove è stato trattato e sono in corso trattazione di quel caso in altri ospedali comunque disseminati.

Si pone cioè il problema di prendere coscienza dell'esistenza delle forze produttive e di fare i conti con esse, altrimenti esse ci si rivoltano contro - rimandiamo qui al passo riportato in merito di Engels. Quello a cui noi assistiamo è allora esattamente questo rivoltarsi contro di noi delle forze produttive, che agiscono in maniera cieca, violenta.

Ma questo richiede al tempo stesso tutta un'altra organizzazione della Sanità in un'altra dimensione ed in tutto un altro quadro referente generale.

Fermiamo qui per ora la nostra analisi, ci interessava evidenziare la lettura delle contraddizioni nella Sanità ed il taglio della spesa pubblica e la politica " managerialistica", la " 502" dentro la più complessiva concezione teorica scientifica organica del proletariato: il marxismo e come le contraddizioni che si parano dinanzi non sono risolvibili tecnicamente.

Questa tendenza della " 502" - a conferma del carattere generale della contraddizione - è una tendenza che esiste anche in altri paesi capitalistici. Di recente in un convegno è stato denunciato - anche se in maniera debole e subalterno e secondo l'armamentario e l'argomentazione usate anche qui in Italia - l'inefficacia ed inefficienza di una tale logica applicata alla Sanità in Francia: " tendenza a trasferire la responsabilità di identificare le priorità sanitarie dalle mani degli esperti a quelle di manager e contabili [...]".

Affronteremo successivamente il discorso sulla diversa struttura ed organizzazione della Sanità in conformità con lo sviluppo attuale delle forze produttive. Un discorso di questo ci porterebbe lontano ed occorre fare un bilancio di tutto un progresso scientifico e tecnologico: suoi costi, benefici, dentro tutto un ragionamento nella ripartizione dei fondi per la ricerca nel campo della medicina e nei rami ad essa collegata ed alle singole patologie: tema complesso.

Sarà tema di un prossimo ragionamento comune.